Una lunga estate senza pioggia: a rischio il raccolto della Roscetta

15 Ottobre 2021

Per Natalia una grossa parte della produzione dovrà essere data in pasto agli animali perché marcia E si temono rincari sul mercato: un chilo di castagne potrebbe arrivare a costare anche sei euro

CANISTRO. La metà delle castagne raccolte rischia di essere scartata. Le scarse piogge tra agosto e settembre non hanno favorito la stagione della “Roscetta” della Valle Roveto con il risultato che almeno il 40 per cento del raccolto dovrà essere buttato perché marcio. A certificare la scarsa qualità della raccolta è il presidente dell’associazione castanicoltori della Valle Roveto, Sergio Natalia. Con probabilità dopo il raccolto le castagne di scarto verranno destinate agli agricoltori della zona per essere date in pasto ai maiali. Solo qualche anno fa la castagna aveva dovuto fare i conti con un parassita, solo recentemente sconfitto, che ne aveva compromesso la qualità. Come è noto la scarsa disponibilità del frutto autunnale potrebbe far aumentare il prezzo. Si stima, infatti, che un chilo di castagne quest’anno potrebbe arrivare a costare sei euro. Un aumento che potrebbe restare, però, contenuto per via della bassa domanda: a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, infatti, molti comuni della Valle Roveto hanno deciso di cancellare, almeno per quest’anno, i tradizionali appuntamenti con le sagre autunnali. L’unica manifestazione in programma legata alla Roscetta della Valle Roveto si terrà a Canistro Santa Croce il 30 e il 31 ottobre. Si tratta dell’antica Sagra della castagna organizzata dalla Pro loco giunta alla sua 43ª edizione.
Per valorizzare la castagna “Roscetta” il presidente Natalia ha inviato una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, chiedendo di inserire la salvaguardia dei castagneti e il sostegno dell’intera filiera nel prossimo Psr 2021-2027. Richiesta sottoscritta anche dai sindaci di Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto sui cui territori insistono diversi ettari di castagneti. Gli investimenti potrebbero essere orientati da una parte a soddisfare l’e-commerce, visto che sempre più persone chiedono di poter acquistare il frutto direttamente on-line, e dall’altra a incentivare il turismo cosiddetto esperienziale legato alla castagna.
Dall’Aquilano e dalla costa abruzzese sempre più persone chiedono di poter partecipare ai tour nei castagneti o di poter venire in Valle Roveto a raccogliere le castagne. Un’occasione che il presidente dell’associzione castanicoltori della Valle Roveto intende cogliere attraverso l’attivazione della Rete castanicola abruzzese. (f.d.m.)
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