Una lunga scia di lutti e il problema della sicurezza
AVEZZANO. Teatro di centinaia di incidenti, oggetto di diatribe politiche, destinatarie di fondi per lavori che però non sono mai sufficienti per garantire la sicurezza stradale. La Circonfucense, la...
AVEZZANO. Teatro di centinaia di incidenti, oggetto di diatribe politiche, destinatarie di fondi per lavori che però non sono mai sufficienti per garantire la sicurezza stradale. La Circonfucense, la Cintarella e le altre strade del Fucino sono da anni scenario di troppe morti. I due braccianti del marocco Omar El Gazzar, 44 anni, e Mostafa Chouraq, 35, morirono dopo essere finiti in un pozzo di irrigazione in un terreno della Circonfucense, nel territorio di Cerchio. Alessandro Giancarli, 23enne di Capistrello, annegò in un canale del Fucino dopo essere uscito di strada con la sua auto forse a causa del ghiaccio e della strada dissestata; così Giuseppe Asci, barista 37enne di Venere di Pescina. Una serie di tragedie che hanno portato negli anni le Istituzioni – anche alla luce delle richieste del Comitato delle famiglie, dei lavoratori di Telespazio e dei residenti del territorio – a prendere provvedimenti . L’ultimo intervento è stato quello che per la sistemazione del corpo stradale e la messa in sicurezza delle protezioni marginali in tratti alterni sulla Circonfucense. Gli interventi voluti dalla Provincia dell’Aquila e aggiudicati dalla Nuova Via srl di Salerno per un importo pari a 648.406,72 euro, sono terminati nei mesi scorsi. «Sulla provinciale 22 abbiamo già realizzato circa un milione di euro di lavori e per altri 300mila circa sono in fase di realizzazione», dichiara il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi delegato alla viabilità, «sono interventi volti a migliorare la sicurezza e siamo sempre partiti dai tratti più critici, come quello della Petogna». Altro finanziamento è arrivato dalla Regione a fine marzo: un milione al Comune di San Benedetto dei Marsi per adeguamento e messa in sicurezza della strada della Cintarella nel Fucino. (p.g.)

