Una maestra marsicana a giudizio: «Maltrattava una bimba disabile»

È accusata di aver insultato e strattonato un’alunna di soli cinque anni in una materna dell’Aquila La denuncia è partita dai genitori, contro l’insegnante di sostegno il racconto di docenti e bidelli
AVEZZANO. La svolta nelle indagini è arrivata grazie al racconto dei colleghi insegnanti e dei bidelli, che hanno confermato i sospetti dei genitori. È così che una maestra di sostegno di Avezzano, A.P., 37 anni, è finita sotto processo, accusata di maltrattamenti nei confronti della bimba di cinque anni con grave disabilità a lei affidata in una scuola materna dell’Aquila. Le accuse, gravissime sotto ogni punto di vista, dovranno ora essere confermate.
I fatti ricostruiti dagli inquirenti, che hanno portato al rinvio a giudizio della donna, risalirebbero al 2021. Davanti a compagni di classe, la maestra di sostegno avrebbe pronunciato parole offensive nei confronti della bimba e lo avrebbe fatto ad alta voce.
Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe più volte accusato la bimba di «farlo apposta» quando non riusciva a trattenere la pipì.
Ma non solo: in un caso l’avrebbe strattonata, lasciandola a terra e piangente. In altre occasioni, inoltre, non l’avrebbe aiutata a camminare in posizione eretta, sostenendola viste le sue difficoltà deambulatorie, lasciandola invece gattonare sul pavimento e trascurando quindi i compiti di cura assegnatole dal ruolo di insegnante di sostegno.
Tutto questo, avrebbe creato uno stato di mortificazione nella sfortunata bimba aquilana. La mamma e il papà sono riusciti a individuare i segni di quanto subìva a scuola, decidendo così di approfondire.
Ad attivare la procura dell’Aquila sono stati infatti proprio i genitori della piccola, insospettiti innanzitutto dal comportamento della figlia, mutato nel momento dell’affidamento alla maestra di sostegno in questione. Sospetti rafforzati poi da quello che per i genitori sarebbe stato un atteggiamento non collaborativo della donna, che, secondo l’accusa, non si sarebbe presentata al colloquio per la verifica intermedia del piano educativo e non avrebbe nemmeno stilato la relazione. (l.t.)
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