Una “Notte bianca” in centro storico dedicata alla ricerca

16 Luglio 2015

Il 25 settembre connubio tra scienza, innovazione e arte I protagonisti saranno studenti universitari e dottorandi

L’AQUILA. La notte bianca della ricerca tornerà a illuminare venerdì 25 settembre il centro storico della città, ferito dal sisma. E' tutto pronto per la seconda edizione di Sharper, progetto selezionato dalla commissione europea nell'ambito di European Researcher's Night e realizzato dalle istituzioni scientifiche e culturali di eccellenza della città, come l'Università, i laboratori nazionali del Gran Sasso, il Gran Sasso Science Istitute, con il patrocinio di Comune e Regione. Sono previste decine di eventi in un programma serratissimo di scienza e cultura: dimostrazioni e progetti di ogni genere. Grande l'attesa, anche in considerazione del fatto che la scorsa edizione della manifestazione ha attirato nel centro cittadino oltre 15mila persone. Farà da scenario, appunto, il centro storico: «un tessuto urbano lacero, strappato, polveroso, cantierato, liquido, metaforico» dicono gli organizzatori. «Sono le stesse pietre dello scorso anno ma il luogo è cambiato. Ci sono chiostri restituiti alla meraviglia, selve di gru a modificare lo skyline. L'asse centrale è via Garibaldi. Si tratta di un esperimento ambizioso: comunicare la scienza nel centro di una città tutta rotta che ha fame, per risollevarsi, di innovazioni scientifiche e tecnologiche». I protagonisti di questa notte saranno almeno 500 fra studenti, dottorandi, giovani ricercatori precari, tecnici, amministrativi. Quest'anno Sharper ha coinvolto anche associazione, professori, direttori di dipartimento e scienziati di fama mondiale. Il budget di 20.000 euro della commissione europea crescerà sino a 80.000 grazie alle sponsorizzazioni. Il programma dettagliato sarà a messo a punto nelle prossime settimane, solo due le anticipazioni: la presenza di I-Cub, piccolo robot (per dimensioni ricorda un bambino di 3 anni) con hardware e software open source, che nasce con lo scopo di studiare i meccanismi della cognizione e il gioco «di rimandi» Ritorno al futuro, che mostrerà ai bambini di oggi la società che vivranno nel 2045. Il 24 settembre, invece, ci sarà un quadrangolare di calcio: la nazionale italiana dei ricercatori, per la prima volta, sfiderà una rappresentativa dell'Università dell'Aquila, la squadra del Mensa (associazione che riunisce le persone con quoziente intellettivo sopra la media) e i Folletti 99, squadra del Centro diurno psichiatrico della Asl aquilana. «Un progetto in cui crediamo molto» ha commentato il sindaco, Massimo Cialente, «tanto che speriamo possa diventare un appuntamento fisso di fine estate". Dello stesso parere il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, che propone di utilizzare per l'iniziativa, già dal prossimo anno, i fondi per lo sviluppo (il 4% del totale della ricostruzione) destinati appunto ad attività culturali. Alla presentazione dell'evento hanno partecipato anche Piero Di Benedetto, direttore generale dell'Università, Eugenio Coccia, direttore del Gssi, Stefano Ragazzi, direttore dell'istituto nazionale di Fisica nucleare.

Michela Corridore

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