Una nuova stazione meteo

25 Ottobre 2017

L’impianto consentirà di prevedere le nevicate e monitorare il rischio valanghe 

L’AQUILA. Campo Imperatore ha una nuova stazione meteorologica del servizio Meteomont dell’Esercito.
La stazione, installata in una zona significativa per lo studio e il monitoraggio dei principali fenomeni meteonivologici, consentirà di potenziare in modo significativo la locale rete di monitoraggio e con essa la capacità di prevenzione e previsione valanghe di tutta l’area montana. La stazione è stata infatti posizionata nei pressi della stazione sciistica delle Fontari e, con i suoi sensori e telecamere, permetterà di monitorare l’area montana immediatamente a Est dell’albergo di Campo Imperatore. L’inaugurazione si sarebbe dovuta tenere ieri mattina a quota 1.950 metri, ma il vento fortissimo che nella notte ha superato i 180 chilometri orari e anche un incidente che ha coinvolto un camion che trasportava animali e che si è messo di traverso sulla strada ghiacciata, hanno consigliato di portare la cerimonia a valle, nella caserma Pasquali.
Qui il comandante delle Truppe alpine, generale di Corpo d’armata, Federico Bonato, ha presentato la stazione nel corso della cerimonia alla presenza del sottosegretario della Regione con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del presidente nazionale dell’Associazione nazionale alpini, Sebastiano Favero, e di numerose altre autorità militari.
Dal punto di vista tecnico, la stazione contiene un gran numero di sensori grazie alla collaborazione con il Cesi (Centro elettrotecnico sperimentale italiano), leader mondiale nel campo dell’ingegneria civile e ambientale e della consulenza per il settore elettrico, rappresentato ieri all’Aquila dallo chief executive officer, Domenico Andreis (foto in alto). La speranza è che la stazione possa aiutare ad affrontare emergenze come quella di inizio anno, con la grande nevicata culminata con la tragedia dell’hotel Rigopiano. «Purtroppo il rischio c’è sempre», ha detto il comandante Bonato. «Bisogna fare in maniera tale che questo rischio sia ridotto il più possibile. L’uomo resta sempre essenziale. Le stazioni danno tantissimi dati, ma la stazione non ti dice “vai o non vai”. Tutti i dati devono essere esaminati, confrontati e legati a quella che è l’esperienza di chi frequenta la montagna. È l’uomo che deve avere la maturità di decidere».
«Fin dalla scorsa estate», ha detto l’assessore regionale Mario Mazzocca, «quando abbiamo appreso che l’Esercito italiano e il comando truppe alpine avevano intenzione di mettere la stazione meteorologica a quella altitudine, abbiamo fatto di tutto per accelerare il percorso dal punto di vista burocratico-amministrativo, in modo che già all’arrivo della stagione invernale la stazione potesse dare dati importanti e fondamentali non solo per la nostra regione, ma anche per la comunità scientifica. La collaborazione con la comunità scientifica permetterà alla Regione di stilare i piani di adattamento ai cambiamenti climatici. È un’iniziativa che stiamo portando avanti e che vedrà nel 2018 la presentazione del piano definitivo».
«Quello dei cambiamenti climatici», ha spiegato Mazzocca, «è un tema che ci vede impegnati da tempo in uno scenario che pochi decenni fa non pensavamo neanche potesse esistere».
«Lo scorso anno è venuta la Nato a vedere il nostro sistema», ha detto Domenico Andreis di Cesi. «Il sistema di monitoraggio che abbiamo sviluppato con il comando truppe alpine e protezione civile è all’avanguardia nel mondo. Quando lavoravo in una multinazionale mi dicevano che si può gestire solo quello che è possibile misurare. Cesi è stata definita una delle aziende che può cambiare il mondo, e in questa zona collaboriamo anche nel monitoraggio della diga di Campotosto». (r.p.)
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