Una nuova stazione meteo sul Gran Sasso

9 Gennaio 2020

Terrà sotto controllo Campo Imperatore, dove la mancanza di neve sta creando problemi alle strutture

L’AQUILA. Una nuova stazione meteorologica sul Gran Sasso tiene sotto controllo la situazione a Campo Imperatore, con una webcam che offre una panoramica sul sentiero del Centenario e sul Monte Scindarella (2.233 metri).
È quella installata il 2 gennaio scorso, a 2.132 metri, dall’Associazione Caput Frigoris. La stazione è stata posizionata nei pressi del Giardino botanico alpino, gestito dall’Università dell’Aquila, grazie alla collaborazione della professoressa Loretta Pace, della facoltà di Scienze Biologiche.
L’Ateneo potrà così utilizzare i dati meteo per monitorare il clima di alta montagna.
I dati relativi a temperatura, umidità, intensità e direzione del vento, pluviometria e pressione atmosferica sono aggiornati ogni minuto e consultabili sul sito https://www.caputfrigoris.it/rete-meteo/campoimperatore/campoimperatore.htm .
La nuova stazione meteorologica va a integrare quella collocata a 1.950 metri, gestita dal Comando Truppe Alpine dell’Esercito, con cui Caput Frigoris aveva già sottoscritto una collaborazione. ma sul Gran Sasso c’è il problema neve. Ce n’è poca.
Un aspetto, questo, che preoccupa gli operatori turistici della montagna e l’indotto che gravita attorno alle attività della stazione invernale.
La stagione anomala, con pochissima neve sul Gran Sasso, sta mettendo a dura prova, oltre agli operatori delle strutture ricettive, anche i maestri della scuola di sci Assergi Gran Sasso.
«Per ora continuiamo a offrire il nostro servizio», spiega il direttore Luigi Faccia, «e prima di prendere qualsiasi decisione, in merito alla possibilità di aprire la scuola soltanto nel fine settimana, come sta pensando di fare qualche albergatore, dovremmo parlarne con l’amministratore unico del Centro turistico, Dino Pignatelli. Del resto, la mancanza dell’innevamento programmato, di cui tanto si è parla in questi giorni, è solo la punta dell’iceberg, i tanti problemi della nostra montagna li andiamo denunciando da tempo, a partire dai vincoli ambientali, che dovrebbero essere rivisti per permettere l’attuazione di un piano di rilancio».
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