Una piazza dedicata al prete-eroe

16 Febbraio 2015

Don Giovanni salvò i feriti tra le macerie del terremoto del ‘15

AVEZZANO. «Un sacerdote che diede testa, cuore e gambe a chi soffriva e aveva bisogno nei terribili giorni del terremoto».

Don Giovanni Valente, originario di Villa San Sebastiano e parroco della chiesa di San Giovanni ad Avezzano dal 13 gennaio del 1915 fino al maggio del 1953, ha dato il nome alla nuova piazza realizzata dall’amministrazione comunale davanti alla chiesa. L’inaugurazione c’è stata ieri mattina. Il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, ha ricordato il prete eroe con parole toccanti, in una cerimonia davanti a decine di fedeli, raccolti per partecipare al taglio del nastro del sindaco Gianni Di Pangrazio, insieme al parroco don Franco Tallarico e al suo vice don Valentine Onwunjiogu. Il parroco Tallarico ha letto la lettera con cui l’allora vescovo Bagnoli, dalla residenza provvisoria di Tagliacozzo, affidò la parrocchia di San Giovanni a don Valente per il conforto spirituale dei fedeli. Da testi storici risulta che fu uno dei primi ad accorrere ad Avezzano, dove si distinse per l’opera altamente encomiabile che prestò per molti giorni, senza pause nè riposo, nell’intento di salvare il maggior numero possibile di vite. «Scavò tra le macerie, incoraggiò i superstiti e soccorse i feriti» come riportato da monsignor Bagnoli. Molte testimonianze riportano come non fosse raro «vedere la veste sacerdotale e le mani del parroco arrossate di macchie di sangue». «Sono felice che la piazza porterà il nome di chi per due volte salvò questa chiesa» continua il sacerdote «prima nel terremoto e poi dopo il bombardamento che la distrusse». Il sindaco Di Pangrazio e l’assessore ai Lavori pubblici, Gabriele De Angelis, hanno sottolineato l’importanza dell’intervento, che oltre ad aver realizzato un punto di socializzazione per la popolosa parrocchia, ha anche risolto i problemi della viabilità. Hanno portato il loro saluto anche i consiglieri comunali Rocco Di Micco e Vincenzo (Pissino) Gallese. Il primo ha ricordato l’importanza dell’evento in occasione della ricorrenza del Centenario del terremoto, mentre Gallese ha sottolineato la riqualificazione del quartiere.

Tra i presenti c’era una residente, Francesca Serafini, che ricorda bene don Giovanni Valente, che battezzò e cresimò i suoi figli. «Era buono e devoto ai suoi parrocchiani», ricorda la donna. (m.t.)

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