Una piccola oasi per ragazze di strada

3 Maggio 2019

Ecco la casa-comunità delle apostole del Sacro Cuore di Gesù che dà nuova vita e speranze alle donne sfruttate

AVEZZANO. “Sforza il tuo cuore affinché in esso non vi sia rancore di nessuna sorte”: è una delle tante frasi che si trovano sui muri dell’Oasi Madre Clelia, una casa-comunità che già da due anni, ad Avezzano, offre una nuova opportunità di vita a ragazze di strada. «Papa Francesco ci invitava in quel periodo ad aprire i conventi, ad accogliere le nuove», racconta suor Carla Venditti, una delle apostole del Sacro Cuore di Gesù, responsabile dell’Oasi, «e noi abbiamo deciso che andando sulla strada avremmo potuto trovare chi aiutare».
Un’iniziativa nata dalla parola «missione», che ha visto la collaborazione di religiosi e volontari laici, compreso un avvocato specializzato in queste tematiche. «La nostra è una famiglia dove si condivide tutto, si litiga, si gioisce, si prega, si studia, si lavora, si vive delle donazioni che le persone vogliono farci, si costruisce insieme», sottolinea ancora suor Carla, «diversi laici, insieme a me, sono i protagonisti delle molteplici uscite notturne che facciamo per stabilire un rapporto fondato sull’amore e sulla fiducia con giovani donne che non sempre riescono ad abbandonare tali realtà, non solo ad Avezzano ma anche a Roma: portiamo con noi bigliettini con frasi di speranza e coraggio, ma soprattutto il desiderio di guardare negli occhi persone che vengono quotidianamente sfruttate, private della propria libertà e non considerate da nessuno».
Tante sono le storie di dolore e di sofferenza che suor Carla ha ascoltato e preso sulle proprie spalle. Joy e Happy sono due ragazze che non hanno in comune solamente un nome di ringraziamento alla bellezza della vita, ma anche un passato fatto di sofferenze, un presente pieno di amore e sicuramente un futuro di realizzazione dei loro sogni. Joy, di nome e di fatto, è nigeriana e da due anni ormai si trova in Italia. Suor Carla la definisce «sua figlia» perché ha instaurato con lei un legame davvero forte e profondo. Tutto ha avuto inizio da uno sguardo, in Sicilia, durante una missione popolare. Uno sguardo che ha fatto capire a suor Carla di aver trovato l’anima che cercava e a Joy di aver incontrato la persona che l’avrebbe potuta aiutare a uscire da quell’inferno. Joy, orfana di entrambi i genitori, è arrivata in Italia perché le era stato promesso un lavoro. Solo dopo essere entrata a far parte dell’Oasi di Madre Clelia, però, ha capito che la sua vita aveva riservato per lei un futuro migliore, circondata da persone che la amano veramente e non c’è nulla di più importante. Tra qualche mese potrà riabbracciare sua figlia di nove anni, che arriverà dalla Nigeria e diventerà a tutti gli effetti parte integrante della comunità di Avezzano. Fervono i preparativi, dalla cameretta ai giocattoli colorati per la festa di benvenuta, segno di un nuovo inizio. Happy, anche lei nigeriana, è riuscita ad arrivare in Italia quasi per miracolo. Il barcone verso l’Italia sul quale si trovava non era stato avvistato dai soccorsi. Tutti piangevano perché ormai era morte certa. Lei no. Sul suo volto non scendeva alcuna lacrima perché per lei non c’era alcun motivo per piangere. Non lasciava nessuno se non un padre che non l’ha mai amata. Solo dopo, fortunatamente, sono stati avvistati e salvati. Happy è stata accolta dalla famiglia di Madre Clelia dove, come lei stessa ha raccontato, ha trovato l’amore che suo padre non le ha mai donato. Alla domanda «se tu rinascessi, cosa vorresti essere?», lei ha risposto: «bianca, perché nero è troppo doloroso». Grazie a questa comunità ha potuto davvero capire che i colori non esistono, esistono le persone che, grazie all’amore, vanno oltre la nazionalità, il colore della pelle, lo stato sociale. Happy ora è in Francia dove lavora ed è riuscita a costruirsi una famiglia tutta sua. Come Suor Carla afferma: «A volte i muri nascono perché non si guardano le persone negli occhi. Ognuno deve essere amato perché l’amore guarisce tante cose, guarisce le ferite». Lo scopo di questa missione non è altro che quello di far sentire le persone amate almeno una volta nella vita, tutto il resto verrà da sé.
Domitilla Alfonsi
Alessandro Pascucci
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