Una realtà guidata dalla società cinese Smic: 1.400 lavoratori, produce sensori d’immagine
Sono anni di incertezze e dubbi per i 1.400 dipendenti di LFoundry. Dal 1990, anno in cui fu inaugurato ad Avezzano il più grande stabilimento della multinazionale Texas Instruments fuori dagli Stati...
Sono anni di incertezze e dubbi per i 1.400 dipendenti di LFoundry. Dal 1990, anno in cui fu inaugurato ad Avezzano il più grande stabilimento della multinazionale Texas Instruments fuori dagli Stati Uniti, le cose sono cambiate radicalmente. Dopo il primo cambio di casacca nel 1998, quando il gruppo Micron, con sede a Boise, nell’Idaho (Stati Uniti), rilevò i centri produttivi Texas Instruments nel mondo, alla cessione del sito locale alla Marsica Innovation Technology nel 2013, ci sono stati altri passaggi, fino ad arrivare alla vendita del 100% delle quote nel 2019 alla cinese Smic, di cui a tutt’oggi non si conoscono ancora i rappresentanti. Questa situazione, unita alla cessione della gestione clienti alla tedesca Sparc Eu, alla mancanza di chiarezza su investimenti e nuovi prodotti, ma soprattutto alla fuga di circa 200 “cervelli”, ha innescato molta preoccupazione tra i dipendenti dell’azienda, una delle più grandi in Abruzzo (produce semiconduttori, in particolare sensori d’immagine per l’Automotive). Ad alimentare il malessere è anche l’assenza di dialogo tra i vertici dello stabilimento e le organizzazioni sindacali. Un silenzio che si protrae da mesi. (e.b.)

