Una rete di sensori per valutare lo stato degli edifici nel post-sisma

1 Giugno 2018

Intesa tra Comune e Ateneo per un monitoraggio pilota sugli immobili danneggiati dal terremoto L’iniziativa potrebbe partire con l’esame dello stato di Palazzo Margherita e della “De Amicis”

L’AQUILA. La giunta comunale ha dato l’ok a una convenzione quadriennale con l’Università per la realizzazione di una rete di sensori per il monitoraggio strutturale degli edifici e la successiva sperimentazione. Il tutto in ottica post-sisma. L’Ateneo aquilano, dunque, si impegna a realizzare un sistema di osservazione, basato su tecnologie poco invasive e innovative, che consenta di fornire informazioni sul comportamento strutturale di edifici e, in special modo in presenza di eventi sismici, permettendo di sviluppare una metodologia per verificare nel tempo le prestazioni delle strutture e assicurando una valutazione continua della sicurezza delle stesse.
La rete, dunque, sarà caratterizzata da questi sensori tramite i quali si potranno realizzare modelli di predizione della vita utile delle strutture e dell’impatto su di esse di interventi di manutenzione programmata.
Il Comune fornirà supporto alla realizzazione della sperimentazione pilota relativamente a due edifici comunali individuati.
Si tratta, almeno per adesso, dell’ex scuola elementare De Amicis e di Palazzo Margherita, o di altri edifici proposti in sostituzione di questi per ipotetiche incompatibilità dei tempi di ricostruzione con i programmi di ricerca interessati, con la possibilità di estendere la sperimentazione ad altri edifici che l’amministrazione comunale dell’Aquila, potrà indicare.
In ogni caso, relativamente ai succitati palazzi scelti per la sperimentazione, l’Università dell’Aquila dispone delle strumentazioni e si farà carico della realizzazione degli interventi necessari, fatte salve le minime predisposizioni impiantistiche che saranno gestite, ove possibile, nell’ambito dei lavori delle ristrutturazioni in corso.
L’iniziativa non dovrebbe comportare oneri per il Comune in quanto le lavorazioni per la predisposizione dei sensori potranno essere trovate tra le somme a disposizione dell’amministrazione appaltante.
La filosofia di questa iniziativa, che potenzialmente riguarda tutti gli edifici delle amministrazioni pubbliche in città, è quella, come si legge in delibera, che esprime la volontà di istituire il fascicolo del fabbricato.
«Si tratta», è scritto nella delibera comunale, «di uno strumento per il monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio edilizio e finalizzato a individuare le situazioni di rischio degli edifici e a programmare per tempo interventi di ristrutturazione e manutenzione per migliorare la qualità dei fabbricati».
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