Una scia di dolore

11 Novembre 2016

Dal 17enne Torrelli di Celano al caso clamoroso di Morosini

L’AQUILA. Morire durante una partita di calcio a causa di un infarto. Ci sono diversi casi in Abruzzo e quello che ci si chiede è se sia possibile evitarlo oppure no. A parte il caso più clamoroso di Piermario Morosini, morto il 14 aprile 2012, al 31’ di Pescara-Livorno della 14ª giornata di ritorno del campionato di Serie B, dopo essersi accasciato a terra per un’improvvisa crisi cardiaca, ci sono anche altri episodi meno noti di morti in campo.

Tra i più significativi c’è quello avvenuto il 17 maggio 2008 a Celano. Agostino Torrelli, di 17 anni, è stato stroncato da un malore durante una partita di calcetto. Originario di Celano e residente ad Avezzano, era amico di tutti e con i suoi amici stava giocando una partita amatoriale. Si trovava con loro negli impianti sportivi in località Tre Ponti. All’improvviso si è accasciato al suolo. I suo compagni hanno cercato di soccorrerlo, ma in un baleno si sono accorti che le sue condizioni erano gravissime. I medici del 118, accorsi in elicottero dall’Aquila, hanno tentato di rianimarlo per lungo tempo. Alla fine sono stati costretti a rinunciare. Il ragazzo, purtroppo, è morto in mezzo al campo, davanti ai suoi amici.

Un altro caso è avvenuto a Bugnara il 27 marzo 2015. Un ex allenatore è morto quando mancavano pochi minuti al termine della partita di calcio dell’Amatori Aielli. Pino Tofani, 53 anni di Cerchio, è morto nonostante i soccorsi. Mancavano 10 minuti al termine dell’incontro tra Federlibertas Bugnara e Aielli, del campionato provinciale Amatori sul risultato di 1-1. Il marsicano era in panchina quando, a pochi minuti dalla fine, ha deciso di scendere in campo, ma dopo pochi secondi si è accasciato al suolo e ha perso i sensi. A nulla sono valsi i soccorsi dello staff medico che era in panchina. L’uomo è morto sul colpo. Oltre a lasciare un vuoto incolmabile nel cuore dei suoi cari e dei suoi amici, ha avuto anche una coda giudiziaria.

A Montesilvano, il 50enne di Pescara Roberto Di Nardo, residente a Spoltore, è morto il 5 giugno 2015 per un malore durante una partita. È avvenuto al centro sportivo Vestina di Montesilvano durante una partita di calcetto con gli amici. Un altro caso è avvenuto il 6 luglio scorso. Il titolare dello stabilimento balneare Orsa maggiore di Pescara, Nicolino Rabuffo, 55 anni, è morto stroncato da un malore che lo ha colpito all’interno del lido. Stava giocando a beach volley quando si è improvvisamente accasciato a terra. È stato immediatamente lanciato l’allarme al 118. Ogni soccorso è stato inutile.

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