Una sola superstite, fu salvata dalla madre

Virginia Macerelli: «Mi uccisero cinque fratelli». La prossima settimana due giorni di commemorazioni
ROCCARASO. Il 21 novembre del 1943, Virginia Macerelli aveva solo sette anni quando, pur ferita dai colpi e dalle schegge, riuscì a salvarsi protetta dal corpo e dallo scialle della madre giustiziata dai tedeschi sotto i suoi occhi. Rimase in quella posizione per due giorni e due notti, fino a quando fu trovata da due donne che andavano rovistando tra i corpi alla ricerca di oggetti preziosi e denaro da portare via.
«Provo dolore, dispiacere e rabbia. Avevo la famiglia, una famiglia che non ho più», le sue parole, pronunciate nel corso di una cerimonia a Roccaraso, «i tedeschi me l’hanno ammazzata. Avevo quattro fratelli, una sorella e mia madre, che non mi ridarà più nessuno. Pure se fanno questo e fanno quello, il sangue e la vita dei miei fratelli non me li daranno nessuno. Questo è quello che mi sento di dire oggi».
Si preparano intanto le cerimonie per commemorare la tragedia. Il ricordo delle vittime di una delle stragi più feroci compiute dai nazisti sarà al centro di una due giorni organizzata dal Comune di Roccaraso. Appuntamento alle 16.30 di mercoledì 20 novembre per la XXVII fiaccolata nel sacrario di Pietransieri. Giovedì 21 alle 9.30, in piazza Martiri dei Limmari, una seconda cerimonia; alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo santa messa e alle 12 deposizione della corona al sacrario. La manifestazione si chiuderà con i saluti del sindaco Francesco Di Donato e delle altre autorità.
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