Una Spa di lusso sul Gran Sasso nell’hotel-prigione di Mussolini

12 Ottobre 2021

Presentato il progetto che sfiora i 4 milioni per il restauro della struttura da anni chiusa e nel degrado Previsti ottanta posti letto, ampliamento della piscina e restauro dei mosaici. Lavori a primavera 2022

L’AQUILA. I lavori di ristrutturazione e recupero dell’hotel di Campo Imperatore, dopo anni di stallo, possono finalmente partire. Ieri il sindaco Pierluigi Biondi, il vicesindaco e assessore alla ricostruzione pubblica Raffaele Daniele, l’amministratore del Centro turistico Gran Sasso Dino Pignatelli e il dirigente comunale per i progetti strategici Roberto Evangelisti hanno presentato il progetto esecutivo, che sarà mandato a gara a fine novembre. L’intervento, il cui importo è di 3,8 milioni, partirà in primavera e prevede il miglioramento antisismico, il rifacimento di tutta la parte impiantistica e la realizzazione di nuovi ambienti e servizi, tra cui un centro benessere attiguo alla piscina.
IL PROGETTO
L’obiettivo principale del progetto, ha spiegato Evangelisti, è quello di proporre un restauro architettonico nel rispetto storico dell’edificio. La lista delle opere e dei lavori include: la realizzazione di una Spa di lusso nel piano interrato, con un ampliamento dei locali piscina; la rifunzionalizzazione degli spazi e delle camere (che conterranno, complessivamente, 80 posti letto); il restauro dei mosaici e di altri elementi di pregio interni, come i pavimenti della hall, che risalgono all’epoca della costruzione; l’eliminazione di alcune superfetazioni e di altre aggiunte incongrue accumulatesi negli anni; il rifacimento dell'impianto termico, elettrico e antincendio; il miglioramento sismico; il recupero integrale della sala lettura, con la riapertura delle finestre murate; l’abbattimento delle barriere architettoniche; l’allestimento di locali ad hoc per i servizi di noleggio di attrezzature sportive e per i presìdi delle forze dell’ordine, soccorso alpino e protezione civile. Per quanto riguarda, nello specifico, gli impianti termico ed elettrico, il primo potrà contare su due generatori a pompa da 140 kw adatti per il funzionamento a basse temperature per la produzione di calore e acqua calda sanitaria, più altri due generatori di calore termici da 150 kw ciascuno e su un impianto di produzione di energia elettrica da fonte solare. Il quadro elettrico generale sarà rifatto e dotato di gruppo elettrogeno d’emergenza.
I RITARDI
Il progetto illustrato ieri ricalca, in massima parte, quello che era stato già annunciato dalla giunta tre anni fa e che si era poi arenato tra rimodulazioni finanziarie e passaggi di incartamenti tra uffici. È stato lo stesso sindaco Biondi a spiegare le cause dei ritardi: «Prima di tutto abbiamo riacquisito il procedimento dal Provveditorato alle Opere pubbliche, che, com’è noto, in virtù di una convenzione firmata anni fa, ha assunto su di sé la competenza su molti progetti relativi alla ricostruzione di beni immobili di proprietà dell’amministrazione. Senza nulla togliere alla professionalità dei tecnici e del personale del Provveditorato, con cui c’è stato sempre un rapporto di leale collaborazione, oggi possiamo dire che quella scelta non fu molto felice. In secondo luogo, rispetto allo stanziamento inizialmente previsto, che era di 3 milioni, abbiamo dovuto chiedere un’integrazione di 800mila euro perché ci siamo accorti che sull’edificio non era stata fatta nessuna valutazione di vulnerabilità sismica. Da ultimo, abbiamo dovuto indire anche una nuova conferenza dei servizi e chiedere ai vigili del fuoco una relazione di approvazione del piano antincendio».
DURATA LAVORI
La conclusione di questo tortuoso percorso amministrativo è prevista per il 30 novembre, quando sarà indetta la gara d’appalto, che dovrebbe concludersi entro fine gennaio. La consegna dei lavori (per una durata stimata in 540 giorni), avverrà ai primi di marzo.
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