Una vendetta le gomme tagliate al frate

14 Settembre 2018

Il religioso ai carabinieri: fatti personali. Ma dietro ci sono problemi coi fedeli per il divieto a spostare l’icona della Madonna

TAGLIACOZZO. Gli squarciano le gomme dell’auto parcheggiata davanti alla chiesa del Santuario della Madonna dell’Oriente, due volte in pochi giorni, ma padre Basilio Rategan, frate carmelitano, di origine romena, minimizza i due episodi definendoli solo «sciocchezze». E non denuncia l’accaduto, sostenendo che si tratta di «una questione personale». Alla base degli atti vandalici ai danni del rettore del santuario vi sarebbe però il mancato spostamento a Tagliacozzo, per una settimana, dell’icona della Madonna. Avvicinato mentre passeggia, insieme a un terziario francescano, lungo la strada che porta al santuario, fra’ Rategan si mostra infastidito dal clamore suscitato dalla notizia e ci intima di allontanarci. Era stato lo stesso frate, il giorno prima, a riferire ai carabinieri che qualcuno, mentre celebrava la messa, gli aveva bucato con un punteruolo la gomma dell’auto. L’episodio precedente invece l’aveva tenuto per sé. Ma la notizia era trapelata ed era diventata di pubblico dominio. Se stavolta si era deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, vuol dire che una qualche preoccupazione per l’accaduto deve averla avuta. Altro che «sciocchezze», dunque. Non si capisce allora perché il frate abbia declinato l’invito dei carabinieri, al comando del capitano Silvia Gobbini, di presentare denuncia. Per tranquillizzare i militari, il frate ha riferito che i due episodi sono da attribuire a una questione personale, che ritiene già di aver risolto. Le rassicurazioni del sacerdote non bastano però a fugare i dubbi sul caso. Non era mai accaduto che un rettore del santuario della Madonna dell’Oriente fosse stato fatto oggetto di atti vandalici. Come mai allora, ci si chiede, è stato preso di mira padre Rategan? Quasi tutte le persone ascoltate ne attribuiscono la causa al suo carattere «rigido» e «autoritario», mal sopportato sia da alcuni fedeli che da altri sacerdoti. Il punto di rottura è stato sicuramente il diniego del frate a consentire che nella ricorrenza del 275° anniversario dell’incoronazione della Madonna dell’Oriente, dal 2 al 9 settembre, l’icona fosse portata in peregrinazione a Tagliacozzo e ospitata nelle chiese dell’Annunziata, di San Francesco, di San Cosma e Damiano e del Soccorso. Una peregrinatio molto sentita tra fedeli, che cade ogni 25 anni. L’ultima si è tenuta nel 1993. Per l’occasione si era costituito anche un Comitato. Ma non se n’è fatto nulla. Ciò ha creato malumore non solo tra i fedeli ma anche tra i sacerdoti, che sarebbero stati ben felici di ospitare l’icona. Il sindaco Vincenzo Giovagnorio si dice profondamente dispiaciuto per quanto è accaduto al frate, ma ben conoscendo il clima di tensione venutasi a creare con la vicenda della mancata peregrinazione della Madonna, si augura che il frate «in caso di divergenze con i fedeli e gli altri sacerdoti le superi attraverso li dialogo».
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