Unione dei Comuni, tensioni politiche

Giovagnorio (Tagliacozzo): «Troppi giochi di partito e a porte chiuse, così non si tutelano le necessità della Marsica»
TAGLIACOZZO. C’è fermento nella Marsica in vista dell’incontro per stabilire il nuovo presidente e il nuovo consiglio dell’Unione dei comuni (ex Comunità montana). Un summit tra i sindaci è previsto per la prossima settimana. Se finora, nella scelta delle governance di Aciam e Cam, i partiti avevano contato poco – solo il consigliere regionale Guido Liris (Fdi) per centrare l’obiettivo aveva fatto sponda con il movimento civico guidato da Gianni Di Pangrazio (sindaco di Avezzano provvisoriamente sospeso) – stavolta l’impressione è che i partiti siano pronti a una resa dei conti, soprattutto perché il principale ente comunale, quello di Avezzano, è fuori dai giochi non rientrando formalmente nell’Unione dei comuni. Nei giorni scorsi si è tenuto anche un incontro con i sindaci del centrodestra alla presenza del consigliere Simone Angelosante e dell’onorevole Nazario Pagano. A intervenire sulla questione è il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, coordinatore del movimento civico Marsica in Europa, che parla di «troppi giochi di partito». «Si susseguono incontri a porte chiuse», afferma, «quella che doveva essere una riflessione aperta e condivisa sui servizi sociali, fino a ora è stata altro. La corsa affannata a equilibri interni a qualche partito, poco ha a che fare con le vere necessità dei marsicani». Stavolta è proprio Giovagnorio (fedelissimo dipangraziano) che chiede una larga e aperta discussione, quella che è mancata, a detta di alcuni sindaci, per il voto al Consorzio acquedottistico. «Si apra subito una discussione seria tra tutti», conclude, «ma che sia orientata a tutelare gli utenti e i piccoli Comuni nella gestione dei servizi per i cittadini e si inverta l’ordine».

