United senza un campo da calcio: «Per ora ci ospita L’Aquila rugby»

22 Agosto 2024

La società calcistica da anni impegnata in progetti di integrazione sociale rischia di restare sfollata Il dirigente Fonzi: «Ci alleneremo su un terreno da calciotto, ma restiamo in attesa di una soluzione»

L’AQUILA. Tutto pronto per la stagione calcistica 2024/25. O quasi. Manca giusto il campo. O meglio, i campi da gioco ci sarebbero pure, ma per via dei lavori sui diversi impianti sportivi del capoluogo, il paradosso all’orizzonte è quello di una città che sta puntando tutto sullo sport come elemento di aggregazione, rischiando però di ritrovarsi alle prese con una serie di lussuose cornici senza tela né colori, perché potrebbe intanto venir meno chi è invece pronto a riempirle per quando saranno pronti. Lo sanno bene allo United L’Aquila, società sportiva multietnica nata nel 2018 e impegnata fin dalla sua fondazione con molteplici progetti di integrazione di ragazzi Erasmus e immigrati. E lo fanno puntando forte su uno dei pochi strumenti di democrazia e uguaglianza su cui non c’è granché da discutere, semmai da sudare, laddove un pallone rimbalzerà sempre allo stesso modo a prescindere dalla latitudine o dall’estrazione di chi sta per calciarlo. «Abbiamo appena raggiunto un accordo con la Polisportiva L’Aquila rugby che ci ha concesso di allenarci a Centi Colella in preparazione dell’imminente campionato e che ringrazio ancora per la disponibilità dimostrata», spiega Mattia Fonzi, tra i dirigenti dello United L’Aquila. «Il problema è che avremo a disposizione un campo da calciotto, e ce lo faremo bastare, anche se il nostro progetto è aperto a chiunque e ogni anno partiamo con un gruppo di almeno 40 ragazzi, quindi necessitiamo di strutture commisurate alle nostre esigenze numeriche. L’anno scorso, ad esempio, ce la siamo cavata alternandoci la domenica sul campo del Federale con il Paganica Next Gen (società che milita nel campionato di Promozione, ndr), visto che anche il loro impianto è oggetto di lavori di rifacimento. Anche se, per gli allenamenti infrasettimanali, ci appoggiavamo invece al campo sportivo di Don Bosco, mentre i nostri ragazzi della juniores (dai 17 ai 19 anni, ndr) giocavano a loro volta a Barisciano. Quest’anno però i lavori riguarderanno anche il Federale, a sua volta oggetto di riqualificazione, quindi al momento non sappiamo ancora che fine faremo». Solo lo scorso anno i tesserati stranieri dello United erano 3 macedoni, 2 marocchini, 2 albanesi, 2 pakistani, più altri da Costa d’Avorio, Pakistan, Iraq, Nigeria, Senegal e Guinea Conakry. Così, se da un lato la società civile si arrovella sul dilemma integrazione chiedendo più controlli all’interno delle case famiglia, la risposta più efficace, per quanto non definitiva, potrebbe essere più semplice del previsto: un rettangolo d’erba e due porte da calcio.