Università, crolla un controsoffitto

Piove nella sede di Coppito 2. A Roio cabina elettrica in tilt: Ateneo chiude uffici. Ajraldi (Gsa): «Ecco perché la città si allaga»
L’AQUILA. Due giorni dopo l’ennesimo nubifragio che ha investito la città, si contano i danni. Diverse le strade chiuse parzialmente al traffico giovedì, con abitazioni, soffitte e garage allagati. Anche l’Università ha dovuto fare i conti col maltempo. E il “conto” è salato, soprattutto per i plessi di Roio e Coppito. Mentre nella sede di Ingegneria, infatti, per tutta la giornata di ieri non è stato possibile ripristinare l’energia elettrica (che in ogni caso tornerà regolarmente funzionante già da lunedì, come assicurano i vertici di Ateneo), nella sede di Scienze, a Coppito 2, il nubifragio ha comportato diverse infiltrazioni, soprattutto al piano terra, dove è venuta giù una parte di controsoffitto e l’acqua è entrata all’interno della struttura. Intanto, il presidente della Gran Sasso Acqua, l’avvocato Fabrizio Ajraldi, spiega su Facebook i motivi dei disservizi dovuti ai nubifragi estivi: «Le fogne sono concepite per ricevere esclusivamente le acque nere. I depuratori sono tarati per depurare e per ricevere questa tipologia di refluo. Ma di fatto così non è».
UNIVERSITÀ. A dare notizia del guasto elettrico a Roio è stato, ieri mattina, un comunicato ufficiale da parte del direttore generale dell’Università, Pietro Di Benedetto. «A seguito del temporale si è verificato un guasto irreversibile a carico della cabina a media tensione nel polo Roio, che è attualmente privo di corrente elettrica. In attesa del ripristino, cui si sta provvedendo, si comunica che potranno verificarsi interruzioni nel servizio di sportello e che la biblioteca del Polo Roio resterà chiusa». I provvedimenti si riferiscono alla giornata di ieri. Il guasto, con ogni probabilità, è dovuto alla caduta di un fulmine. «È arrivata una scarica elettrica, possiamo dire solo questo», spiega Di Benedetto. «La chiusura della biblioteca è stata dovuta soprattutto alla mancanza di luce, che è saltata in tutto l’edificio. Nella struttura, per fortuna, non c’erano studenti e poiché le lezioni sono sospese i disservizi sono stati minimi. Il problema», assicura il direttore, «verrà risolto in breve tempo. D’altra parte, già prima di Ferragosto abbiamo avuto un problema con la rete elettrica. Una cabina di media tensione ha avuto un problema simile, ma per altri motivi». D’altra parte, i temporali di questi giorni sono stati davvero imprevedibili, come ha sottolineato la rettrice Paola Inverardi. «L’acqua ha raggiunto zone delle strutture di Ateneo che mai prima avevano avuto problemi», dice, facendo riferimento anche al crollo di una parte del controsoffitto di Coppito 2, testimoniato dagli studenti anche sulla pagina Facebook a loro dedicata “Spotted Univaq”, con una significativa fotografia. «È subito stato messo tutto in sicurezza», ha concluso Di Benedetto. «Verrà ripristinato il controsoffitto appena possibile, bisognerà comunque attendere che l’umidità si asciughi completamente».
I MOTIVI DEI DISSERVIZI. «La normativa impone il sistema duale, ovvero fognature dedicate alle acque nere che per l’appunto conferiscono nel depuratore e condotte che invece smaltiscono le acque cosiddette bianche o grigie (per la raccolta e per l’effetto gli scoli dei tetti – bianche – o delle strade o dei piazzali impermeabilizzati – grigie)», spiega Ajraldi. «Le acque bianche/grigie rimangono in gestioni ai Comuni i quali, però, non godono di alcuna copertura economica e non riescono a programmare se non con mirati finanziamenti. Per le acque nere, invece, esiste il sistema fognario (dato in gestione alla Gran Sasso Acqua) la cui realizzazione, manutenzione e incremento viene finanziato in tariffa. Alla luce di quanto evidenziato, per l’assenza del sistema dualistico nella rete pubblica, tutte le acque al momento del conferimento nella condotta si riuniscono». Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: «Il sistema fognario diviene insufficiente; ciò comporta l’aumento della pressione in condotta per saturazione, e il sollevamento dei tombini per strada, nonché in molti casi all’interno delle singole abitazioni», come spiega il presidente. «Infine vi sono danni alle strutture e soprattutto ai depuratori che si trovano a lavorare ingenti quantitativi d’acqua».
RIMEDI. Ajraldi stila anche un decalogo delle cose da fare in caso di nubifragio. «Con i sottoservizi si sta realizzando il sistema duale della conduttura pubblica», rassicura il presidente della Gsa. «Intanto si potrebbero dotare le unità abitative di valvola di ritenzione in modo tale che si possano quantomeno scongiurare rigurgiti della fogna pubblica nella propria abitazione; sarebbe inoltre possibile dotarsi, dov’è possibile, di un sistema di rilascio ritardato in fogna delle acque bianche con una cisterna di accumulo nella quale venga contenuta l’acqua piovana utilizzabile anche per fini irrigui, per assicurare il rilascio ritardato in fogna».
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