Università, in risalita gli immatricolati

Anno accademico al via con una cerimonia a Scienze umane. Prima del terremoto gli iscritti erano 24.392, oggi sono 18.512
L’AQUILA. Più iscritti e più immatricolati nell’anno accademico passato, un trend che sembra essere confermato, e anzi superato, anche nell’anno in corso. E poi, ancora, un’offerta formativa più sostenibile con un aumento dei fondi per la didattica e la realizzazione di nuovi laboratori, un rapporto più stretto con istituzioni e imprese e una proficua stagione di progetti di ricerca che lanciano l’università aquilana nel mondo.
MAMMA ERASMUS. Un discorso, quello pronunciato ieri dalla rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico, che getta uno sguardo al carattere sempre più internazionale dell’ateneo aquilano. E proprio all’internazionalizzazione è dedicato l’anno accademico 2017-2018, con due ospiti d’onore ieri in platea: “mamma Erasmus”, Sofia Corradi, 85 anni, ideatrice del programma Erasmus 30 anni fa, e la rettrice dell’Università di Battambang (Cambogia) Sieng Emtotim. In prima fila, al fianco del sindaco Pierluigi Biondi, anche tante autorità locali e regionali, alle quali si sono rivolti anche i ragazzi che hanno rimarcato, invece, il mancato rispetto dei diritti degli studenti, ancora in attesa di mense, di spazi idonei per lo studio, di un buon servizio di trasporto, come spiegato dal presidente del consiglio studentesco, Marco Bosica.
GLI ISCRITTI. Subito i numeri al centro della relazione della rettrice. Prima del terremoto, nel 2007-2008 gli iscritti erano 24.392, oggi sono 18.512. Il calo più forte ha riguardato il 2013-2014 (8.383), subito dopo la reintroduzione delle tasse sospese con un accordo di programma con il Miur per 6 anni dopo il terremoto. «Il sisma ci aveva lasciato del tutto scoperti. Abbiamo elaborato nuove linee guida», ha detto Inverardi, «ma non è facile adeguarsi daccapo agli standard qualitativi della ricerca, recuperare il patrimonio immobiliare che non abbiamo più, riportare tutta la vita dell’ateneo alla normalità in un solo colpo. Volevamo immaginare il possibile e non l’impossibile».
QUALITÀ. L’ateneo dell'Aquila ha un obiettivo: «Diventare attore di sviluppo locale, formando con qualità i suoi giovani a essere gli ingegneri, i professori, i medici del futuro. Un ingegnere che si laurea all’Aquila», ha detto Inverardi, «sarà il tecnico che progetterà le nostre case. Su tutto deve vigere l’imperativo della sicurezza, che è un elemento che contraddistingue l’Ateneo e il territorio. Ci si pensa insieme e non dopo. Ma occorre un cambio di mentalità. E poi il velato messaggio all’amministrazione comunale: «Vogliamo la carta dei fabbricati», con riferimento, evidentemente, a quel fascicolo voluto dalla passata amministrazione e bocciato dall’attuale.
INTERNAZIONALIZZAZIONE. Nel biennio 2013-2014 gli studenti sono stati 272mila e 28 i Paesi coinvolti in tutto il mondo. «Un ufficio bellissimo», ha commentato Inverardi riferendosi all’ufficio Erasmus coordinato dalla docente Anna Tozzi. Non solo. L’Università dell’Aquila vanta otto corsi di laurea internazionali, 500 accordi con istituzioni mondiali e 700 studenti stranieri.
ORGOGLIO. «Il sistema vince se stiamo insieme», questa l’esortazione della Inverardi. «Dobbiamo sfidare le resistenze», ha aggiunto, fugando polemiche “strumentali” e critiche verso il mondo dell’Università. «Per questo chiediamo rispetto per le istituzioni. Non possiamo essere oggetto di lotte e speculazioni politiche perché qui dentro si formano coloro che guideranno il Paese. Vogliamo», ha concluso, «che sentiate l’orgoglio di avere nel territorio l’istituzione universitaria». E la rivendicazione dell’accordo sulle scuole di specializzazione con Chieti e Pescara, con cui «non esiste alcuna concorrenza».
PROGETTI. Quattro i progetti di ricerca d’avanguardia: il 5G, «gigantesca opportunità dentro cui siamo dall’inizio» e per la quale la docente ha ringraziato l’ex assessore alla Smart City Stefano Palumbo. Poi il progetto Emerge, nel campo automotive; Zte, con il colosso cinese che farà ricerca sulla tecnologia di comunicazioni in mobilità 5G in partnership con l’Università e per il quale un ruolo fondamentale è stato svolto dal manager Alberto Leonardis (presidente del Centro spa) e, infine, Horizon 2020 sempre nel campo automotive.
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