Università, misure anti-Covid più forti

10 Ottobre 2020

Didattica on line estesa per frenare l’allargamento del contagio. Gli studenti: tanti problemi irrisolti, pronti allo sciopero  

L’AQUILA. All’indomani della scoperta dei primi tre casi di positività al Covid, l’Università mette a punto le strategie per affrontare l’emergenza, ma gli studenti rispondono annunciando la mobilitazione e anche possibili scioperi. Intanto, cresce il numero dei locali costretti alla chiusura e i ristoratori si difendono: «Non siamo noi gli untori». Tra i 103 nuovi casi registrati ieri in Abruzzo c’è anche un residente a Villa Sant’Angelo, i cui familiari sono sotto sorveglianza, mentre si stanno ricostruendo i contatti. Risulta contagiato anche un cittadino di Fossa: sotto sorveglianza anche i familiari.
L’UNIVERSITÀ. «Monitorare l’andamento dei focolai, rinforzare le classi virtuali, proseguire lo stretto rapporto con le autorità preposte, dall’Asl al Comune. Le situazioni di fragilità», sottolinea l’Ateneo, «sono già gestite attraverso la didattica a distanza e seguendo le condizioni che si presenteranno, la modalità verrà estesa a tutte le attività che si riterrà necessario trasferire sulle piattaforme on line. Nel frattempo, aumenteranno gli scanner all’ingresso delle strutture, l’unità di crisi si riunirà con cadenze ravvicinate, le informazioni verranno fatte circolare nel modo più rapido e corretto possibile». Gli studenti sono quindi esortati a usare l’app per il tracciamento. Ma già da luglio l’Unione degli universitari aveva chiesto di garantire, oltre ai corsi in presenza, anche l’opzione della didattica a distanza. Gli studenti ora sollecitano «la risoluzione dei problemi emersi nel sistema di gestione spazi dell’Univaq, dai pochi punti di ingresso per rilevazione della temperatura, in particolare a Roio, alla non presenza di tutte le aule nel sistema di prenotazione della app e quindi assenza di tracciamento, all’assenza di prenotabilità delle aule studio, al rischio di lasciare all’aperto gli studenti per ore, derivante da alcune disposizioni e modalità organizzative degli orari e dell’uso degli spazi delle sedi». Nel frattempo invitano a non andare a lezione laddove non sussistano le condizioni di sicurezza, compresi mezzi o spazi sovraffollati. A raccogliere le preoccupazioni degli universitari aquilani la consigliera regionale del M5S Barbara Stella, che denuncia «assembramenti evidenti all’ingresso delle facoltà e nel trasposto pubblico», e invita l’Ama a prendere provvedimenti. La deputata Daniela Torto annuncia un’interrogazione al ministro Manfredi.
I RISTORATORI. «I contagi riconducibili alle nostre attività sono prossimi allo zero per cento: nonostante tutto è gretta consuetudine additare ristoranti, pizzerie, bar e tutto il settore della somministrazione e dell’intrattenimento, quale responsabile della diffusione del virus e, quindi, le attività da dover colpire con campagne di denigrazione come quelle apparse sui social». A intervenire è l’associazione Ravv, Ristoratori aquilani versus virus: «Vogliamo ribadire con forza che nei nostri locali si stanno seguendo scrupolosamente le regole imposte dal governo e che per un eccesso di zelo alcuni locali, non direttamente coinvolti nei contagi, hanno scelto in queste ore di chiudere, attendendo l’esito di tamponi non richiesti. Tutto questo, come sempre, per senso di responsabilità verso i nostri ospiti, i nostri dipendenti, i nostri fornitori e noi stessi, con la drammatica consapevolezza che anche una temporanea chiusura riconducibile al Covid-19 è una pessima pubblicità nella città di Sant’Agnese». Altri tre locali si sono aggiunti ai quattro che hanno fermato l’attività per positività riscontrate tra staff o clienti o per precauzione. Si tratta di due pub del centro storico e di un ristorante di San Demetrio, dove è risultato positivo il familiare di un dipendente.
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