Università, si torna in centro

10 Agosto 2017

Il restaurato Palazzo Camponeschi riapre. E ospiterà la Notte dei ricercatori

L’AQUILA. Cambia ancora una volta, dopo il terremoto del 2009, la geografia dell'Ateneo, per spostarsi sempre più verso il centro.
CAMPONESCHI. Il countdown è cominciato: tra poco più di un mese, il prossimo 29 settembre, infatti, palazzo Camponeschi – storica sede del Collegio dei Gesuiti e successivamente della facoltà di Lettere dell’Università dell’Aquila – ospiterà l’edizione 2017 di Street Science. Dallo scorso anno, allo Sharper (Sharing researchers’ passion for engagement and responsibility), la notte europea dei ricercatori, l’Ateneo dell’Aquila ha affiancato un’iniziativa autonoma, l’Univaq Street Science, una manifestazione ricca di eventi per trasformare la scienza in spettacolo, gioco, dialogo, musica e cultura con tutta la città. Quest’anno per la nuova edizione è stato scelto proprio palazzo Camponeschi per ospitare l’importante evento, che si terrà il 29 settembre. La facciata è finalmente libera dalle impalcature e anche gli interni sono stati praticamente completati per accogliere il rettorato e gli uffici di segreteria dell'Ateneo. Quello che manca sono gli allacci di luce, gas e acqua. «Incrociamo le dita nella speranza che ci vengono fornite presto le utenze», spiega la rettrice Paola Inverardi. Intanto, si è iniziato a preparare gli scatoloni per il trasloco, nei locali di via Di Vincenzo, dove sono attualmente ospitati gli uffici che torneranno in centro.
CIAVOLI CORTELLI. Non tutta l'amministrazione dell'Università, tuttavia, potrà andare a palazzo Camponeschi. Per questo, infatti, si è deciso di utilizzare allo scopo anche lo storico palazzo Ciavoli-Cortelli, che si affaccia su piazza San Pietro, nel cuore terremotato del centro storico. Già all'inizio dello scorso anno erano stati riconsegnati i lavori di ricostruzione post-sisma, ma il palazzo ancora non è stato utilizzato. Lavori costati 5 milioni di euro e durati due anni. Si attendeva, appunto, il restauro di palazzo Camponeschi, in modo da poter utilizzare i due stabili nello stesso momento. Palazzo Ciavoli-Cortelli lungo via Roma prima del sisma ospitava il dipartimento di Storia, mentre da ottobre ospiterà la direzione centrale.
DI VINCENZO. In centro, tuttavia, non ci sono gli spazi necessari a tutti gli uffici dell'università. «Una piccola parte resterà in via Di Vincenzo», commenta la Inverardi, «presumibilmente gli uffici amministrativi che servono più sedi, come quelli del patrimonio».
I DIPARTIMENTI. «Dal punto di vista della didattica resterà tutto come l'anno scorso», continua la rettrice, «Ingegneria industriale e edile architettura con le rispettive magistrali a Roio, Scienze umane nell'ex San Salvatore, i corsi di laurea di Economia ad Acquasanta, fra Coppito e blocco 11 tutta l'area medica, sanitaria, Scienze, Ingegneria dell'informazione, Psicologia, Biotecnologia e Biologia». È stato varato dall'Ateneo anche un piano di ristrutturazione di parte dell'edificio B di Roio per poter trasferire tutti i docenti del dipartimento in quella sede. «Quelli di Ingegneria industriale e civile, infatti, sono gli unici rimasti fuori dal luogo della didattica», spiega la Inverardi, «così riusciremo a sanare anche questa situazione».
PALAZZO CARLI. Bisognerà aspettare invece ancora degli anni per rivedere aperto palazzo Carli, storica sede del rettorato che richiede interventi per circa 40 milioni di euro. «È stato redatto un piano triennale di edilizia pubblica, inviato alla struttura tecnica di missione, che chiede anche l'approvazione del ministero dell'Istruzione», conclude la rettrice, «ci sono piccole osservazioni a cui abbiamo risposto e a cui stiamo rispondendo. L'iter per la ristrutturazione seguirà i canali dell'edilizia pubblica. I lavori realisticamente non potranno cominciare prima del 2019».
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