Università capofila per la bioraffineria

Progetto di ricerca con le Regioni e altri atenei per la valorizzazione del biodiesel dalle alghe
L’AQUILA. L’Università dell’Aquila è capofila del progetto per la valorizzazione di biomasse di scarto e produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono gli obiettivi del programma “Origami”, che si propone di condurre attività di ricerca sperimentale e industriale finalizzate alla progettazione e realizzazione di una bioraffineria integrata per la produzione da microalghe di biodiesel e prodotti chimici ad alto valore aggiunto.
Il progetto è finanziato dal Miur nell’Area di specializzazione della Chimica verde e vede impegnati sei partner che rappresentano le tre aree nazionali: Regioni in transizione, Regioni del Centro-nord e Regioni meno sviluppate.
L’Università dell’Aquila guida un gruppo di altri atenei, quali La Sapienza di Roma, l’Università di Verona, l’Università di Bologna, la Libera Università Mediterranea Jean Monnet (Lum) e l’azienda Casearia Capurso di Gioia del Colle.
“Origami” è un importante progetto di ricerca che si aggiunge agli altri che vedono coinvolta l’Università dell’Aquila e il cui costo complessivo è di 4.345.000 euro.
«Questo progetto», dichiara il professor Guido Macchiarelli, direttore del Dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente (Mesva), «rappresenta una sfida altamente innovativa e il suo successo è destinato a dare impulso a tutte le attività di ricerca del Dipartimento».
Il tutto è stato esposto ieri in un convegno all’Aquila, nella sala conferenze del rettorato a Palazzo Camponeschi, dove sono stati approfonditi alcuni temi del progetto attraverso gli interventi dei docenti Maria Benedetta Mattei (Università dell’Aquila), Roberto Bassi (Università di Verona), e del dottor Francesco Donvito (Azienda casearia Capurso).
La capo progetto Mattei ha sottolineato l’importanza strategica del progetto e riassunto le principali sfide che si affronteranno nell’arco di tre anni.
«Il progetto si propone di sviluppare un modello di bioraffineria integrata che renda la produzione di biodiesel da microalghe, oltre che sostenibile per l’ambiente, anche economicamente conveniente. Tale bioraffineria produrrà simultaneamente biodiesel dagli oli estratti dalle alghe e biogas dalla biomassa residuale, utilizzando scarti agricoli e sottoprodotti dell’industria casearia per alimentare le alghe».
A significare l’importanza di “Origami” per lo sviluppo del territorio aquilano e abruzzese, all’incontro hanno portato il saluto, tra gli altri, la rettrice Paola Inverardi, il sindaco Pierluigi Biondi, Guido Macchiarelli, direttore Mesva, e Edoardo Alesse, docente dell’Ateneo aquilano e presidente del polo di Innovazione Capitank.

