Università , crollo delle matricole Ormai è “profondo rosso”
Dimezzate in due anni le nuove iscrizioni che passano da 3.669 a 1.813. Nel 2005 erano 4.653 In particolare difficoltà le facoltà “storiche” come ingegneria, psicologia e scienze motorie
L’AQUILA. Dimezzati, in appena due anni, gli immatricolati dell’Ateneo aquilano, che si trova oggi ad avere il numero più basso di iscritti dell’ultimo decennio: poco più di 18mila. È il quadro drammatico che emerge dalla pubblicazione degli iscritti del sistema universitario italiano registrati nell’anno accademico 2015/2016 dall’anagrafe nazionale del ministero dell’Istruzione ed elaborati dall’Unione degli universitari (Udu) del capoluogo. Gli immatricolati aquilani, infatti, passano da 4653 dell’anno accademico 2005-06 a 3669 del 2013-14 fino ad arrivare ai 1813 del 2015-16. Se nel 2013-14 l’Ateneo “attraeva” l’1,37% degli immatricolati complessivi del sistema universitario italiano, dunque, adesso ne attrae appena lo 0,66%. Un dato che non può che ripercuotersi anche sul trend degli iscritti che passano da 19.089 del 2005-06 ad un picco di 24.391 del 2012-13 fino ad arrivare a 18.130 del 2015-16: il dato in assoluto più basso degli ultimi 10 anni. A fronte di un trend di crescita nazionale degli immatricolati alle lauree triennali e a ciclo unico, insomma, L’Aquila risulta per il secondo anno consecutivo l’Ateneo con la più forte decrescita di immatricolati in Italia, a livello percentuale. «Un pesantissimo meno 18% nell’ultimo anno, un meno 50% nel biennio di applicazione delle politiche della governance Inverardi» commentano gli studenti dell’Udu. «Un tracollo pesantissimo, a fronte di una sostanziale crescita delle immatricolazioni in quasi tutti gli Atenei limitrofi, quelli con bacino d’utenza potenziale coincidente con quello aquilano». Lo scorso anno a incidere sul tracollo degli immatricolati è stata l’introduzione del numero programmato in 4 corsi di laurea triennale, ma anche quest’anno non si registra alcun segno di ripresa. Gli iscritti scendono sia nelle aree con corsi a numero programmato, sia in altre aree didattiche. «Pesantissimi sono i dati sull’andamento degli iscritti a Ingegneria, area storica dell’Ateneo, nei corsi dell’ex-facoltà di Lettere, praticamente dimezzata dal presisma, e a Informatica» continuano gli studenti. «L’Ateneo registra circa 18.000 iscritti, 6.000 in meno in 2 anni, una discesa che continuerà anche nei prossimi anni, a seguito dell’introduzione del numero programmato nella laurea magistrale in Psicologia. A oggi le politiche della governance Inverardi hanno influito negativamente su settori che erano in crescita (Biologia, Psicologia, Scienze motorie, Economia), senza per questo frenare il crollo che prosegue inesorabile in alcune aree storiche, che dal sisma registrano una decrescita pressocché lineare e continua. Altre aree che erano stabili, quali Biotecnologie, registrano una forte caduta nell’ultimo biennio, mentre dal presisma risulta fortemente in attivo solamente l’area giuridica, a seguito della convenzione con la Guardia di finanza stipulata nell’immediato dopo sisma.
Michela Corridore
©RIPRODUZIONE RISERVATA

