Università da potenziare I sei candidati votano «sì»

7 Settembre 2020

Tutti d’accordo sull’ampliamento puntando sui settori agrario e manageriale Sulla sede idee differenti: dall’attuale Crua al nuovo municipio, fino all’ex Arssa

AVEZZANO. Sul futuro della “fabbrica del sapere”, l’Università, i 6 candidati a sindaco viaggiano più o meno in sintonia: per tutti va consolidata e rafforzata, mentre c’è chi apre verso altre facoltà, in particolare nel campo del settore agroalimentare e del turismo. Sulla location, invece – attualmente la facoltà di Giurisprudenza è ubicata alla periferia della città (i locali del Crua, in via Pertini) – prevale l’idea dell’ex complesso Arssa. «La formazione è al centro della crescita di una comunità», afferma Antonio Del Boccio, «giurisprudenza ha dato ottimi risultati, ma vanno istituiti altri corsi di laurea, anche nel campo agro-biotecnologico, per una più ampia opzione formativa. Il luogo adatto è il centro, in primis villa Torlonia, che ospita l’Archivio di Stato».
Università al parco ex Arssa o al nuovo municipio per Mario Babbo. «Lavoreremo in due direzioni», dichiara, «l’offerta formativa e l’accessibilità con agevolazioni legate a modello Isee e merito per rafforzare la popolazione studentesca. Importante anche migliorare i trasporti e abbattere le barriere architettoniche, affinché sia un’istituzione accessibile a tutti e in autonomia».
L’università è «un bene di pregio» per Anna Maria Taccone. «Va tutelata e arricchita nell’offerta formativa», sottolinea Taccone, «nel settore agrario e manageriale. Può diventare un importante polo di sviluppo culturale economico. L’attuale location è appropriata, visto il precedente uso come centro di ricerca applicata alle biotecnologie e quindi dotata di laboratori».
Gianni Di Pangrazio preferisce la sede «in centro città con nuovi corsi di studi come bioscienze, tecnologie agro-alimentari ed economia turistica. L’obiettivo», dice, «è un campus universitario, all’interno del parco Arssa, che integra giurisprudenza, agraria ed economia».
Sul potenziamento dell’università concorda Tiziano Genovesi: «L’obiettivo è di riprendere il progetto con l’Università di Teramo per insediare una sede distaccata in materia di agroalimentare, tesa alla valorizzazione del Fucino. Nello stesso tempo, rafforzeremo Giurisprudenza assicurando i servizi essenziali ai futuri operatori del diritto come trasporti e abbattimento barriere architettoniche».
Nicola Stornelli, invece, candida le Corradini-Fermi per ospitare Giurisprudenza, «ora lontana dal centro», estesa «ad altre facoltà». «In particolare», sottolinea Stornelli, «data l’importanza strutturale dell’agricoltura per l’economia marsicana, all’istituzione di una facoltà delle politiche agricole, alimentari e forestali». Oltre a Giurisprudenza, comunque, il cammino verso la facoltà di bio-scienze e tecnologie agro-alimentari è tracciata: le iscrizioni sono in via di definizione e l’apertura scatterà se si raggiungeranno una ventina di allievi.