Università, partono due nuovi master

18 Febbraio 2018

Prevenzione e gestione di crisi ed emergenze i temi trattati dai corsi promossi dal centro studi Edimas

L’AQUILA. C’è tempo fino al 15 marzo per iscriversi ai master universitari per la prevenzione, la progettazione territoriale strategica e la gestione di crisi e di emergenza. In un contesto sociale, economico e territoriale in rapida evoluzione, denso di rischi non adeguatamente percepiti, le situazioni di crisi e di emergenza stanno diventando sempre più frequenti, vaste e complesse. Il centro studi Edimas (Emergency and disaster management studies), promotore dei master, ritiene «che questo trend globale si debba affrontare attraverso uno strutturale ripensamento dei modelli culturali e operativi. Ragione per la quale sono nati i progetti formativi multidisciplinari, radicalmente innovativi, volti a costituire uno standard affidabile di livello europeo e internazionale. L’Università dell’Aquila, città divenuta simbolo dell'inadeguatezza di fronte alle emergenze, sono stati così attivati i primi due master di II livello, finalizzati alla formazione dei prevention manager (coordinatori della pianificazione strategica e integrata) e degli emergency manager (coordinatori della gestione di crisi e emergenze)». I due nuovi percorsi professionali multidisciplinari sono rivolti a ingegneri, architetti, geologi, economisti, giuristi, medici, psicologi, sociologi, esperti ambientali, già operanti nei settori pubblico e privato. Possono partecipare, come uditori con accesso alla successiva Certificazione della competenza, anche i giovani neo laureati e i diplomati con comprovate esperienze. Le due proposte formative, secondo i promotori, sono basate sul trasferimento delle conoscenze teoriche e delle competenze pratiche che, superando i limiti delle pianificazione di settore e del disaster management, pongono al centro, il modello della progettazione strategica e integrata territoriale, certamente più adeguato.
Con un set di skill manageriali profondamente ripensato e inedito nello scenario nazionale, sarà possibile prospettare ai territori una diversa e concreta possibilità di progettazione leggera, orientata ad integrare e valorizzare altre già esistenti, e facilitare così l’accesso ai finanziamenti europei diretti e indiretti, con il fine di migliorare la qualità della vita ed aumentare la sempre più necessaria resilienza sistemica territoriale.
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