Università, più corsi a numero chiuso

8 Maggio 2014

La decisione del Senato accademico attesa per oggi. La protesta degli studenti: così avremo un calo delle iscrizioni

L’AQUILA. Dal prossimo settembre ben cinque corsi di laurea dell’Ateneo ad accesso libero potrebbero diventare a numero programmato. A stabilirlo sarà il Senato accademico, convocato per questa mattina nella sede di via Di Vincenzo. Una «brutta notizia» per gli studenti che chiedono all'assemblea di bloccare la proposta della rettrice, Paola Inverardi, e parlano di «colpo di mano», prospettando un calo delle iscrizioni anche del 25%. La Inverardi aveva parlato già durante la campagna elettorale di razionalizzazione attraverso l’introduzione di nuovi numeri programmati (che si aggiungerebbero a quelli già attivi di Medicina, Odontoiatria, lauree sanitarie e Ingegneria edile-architettura). Il progetto è stato anche supportato da un accurato studio da parte degli organismi d’Ateneo, realizzato nei mesi scorsi. Secondo i dati emersi, risultano avere «un numero di immatricolati previsti per l'anno accademico 2014-15 superiore alla numerosità massima della classe i corsi di Biotecnologie, Scienze biologiche, Scienze psicologiche applicate, Psicologia applicata clinica e della salute e Scienze motorie e sportive. Questi corsi di laurea, insomma, avrebbero troppe presunte iscrizioni rispetto ai limiti dettati dal Ministero in termini di rapporto alunni-docenti-strutture. Per risolvere la spinosa questione la rettrice ha più volte manifestato l’intenzione di istituire numeri programmati. La decisione ora sta al Senato accademico.

Già nella riunione scorsa la stessa Inverardi aveva presentato un «documento sulla sostenibilità» di 66 corsi, in cui si afferma che per Biotecnologie, a fronte di un’utenza sostenibile di 180 immatricolati ne sono previsti 303. Per Scienze biologiche lo scarto è di 250 contro 347. Seguono Scienze psicologiche applicate dove l’utenza sostenibile è di 300 immatricolati a fronte di una previsione di 415, Psicologia applicata (120 contro 373) e Scienze motorie (230 contro 351). «Come è noto l’Università da qualche anno non ha alcun numero programmato locale e la lotteria del numero chiuso è presente solo nei settori della programmazione nazionale», spiegano i rappresentati dell’ Unione degli universitari. «Questa scelta nel dopo sisma, insieme all’esonero delle tasse, ha permesso di mantenere un’alta attrattività extra-regionale. Il 15 maggio sono fissate tutte le scadenze per l’offerta formativa del prossimo anno accademico e la rettrice sembra voler introdurre il numero programmato per cinque corsi di laurea, quelli che in questi anni hanno attratto il maggior numero di studenti provenienti da altre regioni. Nessuna proposta di delibera è però ancora a conoscenza degli organismi. Insomma, non è stato seguito il corretto iter». Secondo gli studenti, infatti, i requisiti nazionali non obbligano ad introdurre da subito il numero programmato, per il quale si potrebbe aspettare almeno l’anno accademico 2015-2016. «In questo senso proprio la Conferenza dei rettori è intervenuta sul Ministero per far alleggerire i vincoli della normativa. Peraltro», concludono gli studenti, «sembra incredibile che in un ateneo che ha resistito all'esplosione dei numeri programmati locali, si introducano le restrizioni proprio nell’anno in cui il Ministro stesso annuncia un intervento normativo urgente per rivedere la legge».

Michela Corridore

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