Università, sono tremila le nuove iscrizioni

25 Novembre 2020

Il rettore Alesse commenta i dati provvisori: «Premiati il rapporto stretto con gli studenti e la qualità»

L’AQUILA. L’Università dell’Aquila prima in Abruzzo e dodicesima in Italia per le nuove immatricolazioni, con un 16,2% in più di iscritti rispetto allo scorso anno, quando la crescita era stata del 9%. I nuovi immatricolati sono, esattamente, 3.144 e portano l’Ateneo aquilano ai vertici della classifica abruzzese, con Chieti-Pescara, che con 5991 immatricolati registra un + 4,6%, e Teramo in discesa, con un calo del 14,6% rispetto al 2019 e appena 1172 nuovi iscritti. Numeri parziali dato che per le immatricolazioni si chiuderanno, come prevede la deroga dell’Università dell’Aquila, a gennaio. A livello nazionale, gli immatricolati risultano più di 324mila, il 4,8% in più: lo scorso anno erano 305mila.
«Il nostro obiettivo», spiega il rettore Edoardo Alesse, «è toccare quota 4.500-5.000 iscritti. Quello raggiunto è un grandissimo risultato, che ci vede premiati per diverse ragioni: è la conferma di un trend che avevamo dallo scorso anno, in cui già si era registrato un aumento complessivo del 9% delle iscrizioni, dovuto alla reputazione dell'ateneo, al pacchetto formativo e all’offerta didattica messa in campo». A giocare a favore di una permanenza in loco anche l’effetto-Covid, che ha limitato gli spostamenti verso gli atenei del Nord. «L’Aquila, come molte università del Sud, ha beneficiato dell’assenza della migrazione di universitari verso altre regioni, in particolare al Nord».
Un aumento di iscrizioni spalmato equamente tra corsi umanistici, ingegneristici e biomedici, tranne che per la facoltà a numero chiuso di area sanitaria, dove il tetto massimo previsto non può essere sforato. «La formula che attrae di più è il rapporto molto stretto con gli studenti», afferma Alesse, «oltre alla qualità della didattica e della ricerca: nonostante eroghiamo 70 corsi di studio, tra triennali, magistrali e a ciclo unico, riusciamo ad offrire una didattica di qualità supportata da un ottimo livello di ricerca». Anche in periodo di Covid, l’Ateneo non si ferma con laboratori di ricerca, esercitazioni a piccoli gruppi e tesi di laurea in presenza. Solo la didattica frontale viene svolta a distanza «ma visti i numeri della pandemia, è saggio e prudente fare così», dice Alesse. «Auspico che il trend in crescita si consolidi anche oltre questo periodo. Molto dipenderà dalla capacità di fidelizzare gli studenti. I risultati di Almalaurea, ogni anno, ci premiano in termini di spendibilità del titolo ovvero la possibilità di trovare lavoro dopo la laurea. L’Aquila risulta più vicina al Centro che non al Sud». Tra le eccellenze, i tredici corsi internazionali in matematica, fisica, economia e informatica, erogati in lingua inglese, con il rilascio del doppio titolo di studio, valido anche in altri Paesi europei.
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