Urologia, un laser per la cura della prostata

9 Febbraio 2017

Alternativo all’intervento chirurgico, renderà più rapidi i tempi di recupero dei pazienti

AVEZZANO. Il fascio di luce verde “vaporizza” il tessuto ingrossato della prostata e lo rimuove senza taglio chirurgico, evitando sanguinamenti, riducendo le degenze (1-2 giorni anziché 4-5), rendendo più rapidi i tempi di recupero del paziente. Da lunedì scorso, nel reparto di Urologia dell’ospedale di Avezzano, le parti della prostata colpite dall’ipertrofia (ingrossamento) vengono trattate con un nuovo laser. Il macchinario rappresenta l’alternativa, in moltissimi casi, all’intervento chirurgico tradizionale (col bisturi) ma è assai utile soprattutto per alcuni tipi di pazienti. Si tratta, in particolare, di quelli anziani e di coloro che soffrono di patologie cardiovascolari o che assumono farmaci anticoagulanti, più esposti di altri alle conseguenze del sanguinamento causato dal taglio chirurgico. «Il nuovo macchinario», dichiara il manager della Asl, Rinaldo Tordera, «rientra nel processo di modernizzazione intrapreso dall’azienda che, grazie alle nuove tecnologie, consente di innalzare lo standard delle prestazioni e di migliorare la qualità di vita del paziente. Un ulteriore investimento sull’ospedale di Avezzano che ha un ruolo importante per l’ampio bacino della Marsica».

L’uso del laser a fascio verde è quindi una risorsa importante a disposizione del reparto di Urologia, in cui operano i medici Massimo Calabrese e Pierluigi Leone, sotto la direzione del dottor Luigi Di Clemente. La possibilità di evitare il taglio con bisturi consentirà di migliorare le prestazioni e di eliminare le complicanze post operatorie, con l’ulteriore vantaggio di una minore invasività dell’intervento rispetto a quello chirurgico tradizionale. Inoltre, la riduzione della permanenza in reparto( permette un migliore e più frequente utilizzo dei posti letto disponibili. In definitiva, le operazioni chirurgiche tradizionali sulla prostata, per asportare i frammenti interessati dall’ingrossamento, verranno limitate a quei casi in cui il ricorso al bisturi è davvero indispensabile. Attualmente, per l’ipertrofia prostatica, il reparto di Avezzano compie circa 360 interventi l’anno, alla media di una trentina al mese. L’ipertrofia della ghiandola è una delle patologie maschili più diffuse, dovute in ampia misura (ma non solo) all’allungamento dell'età. Nei pazienti con l'anagrafe avanzata il sanguinamento ha conseguenze più pesanti e quindi il laser si rivela meno traumatico.

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