Usare il computer, al via un corso per gli Over 65

13 Dicembre 2016

Tra gli iscritti anche due anziani scampati al terremoto di Amatrice Tanta voglia di imparare e molta curiosità per le nuove tecnologie

L’AQUILA. «Per le foto non eravamo pronti: ancora non abbiamo trovato un barbiere che ci tagli i capelli qui». Scherzano e sorridono Vincenzo e Pietro Salvi, 75 e 71 anni, di Amatrice. Dopo la terribile notte del 24 agosto scorso si sono trasferiti all’Aquila, dove sono stati ospitati nei moduli provvisori di Preturo. In questi giorni stanno frequentando insieme ad altri 18 “Over 65”, la seconda edizione del corso “Nonni in Rete. Tutti giovani alle Poste”, il progetto di alfabetizzazione digitale rivolto alla terza età promosso da Poste Italiane in collaborazione con la Fondazione mondo digitale.

L’iniziativa prevede un corso di trenta ore e conferma la formula dell’apprendimento intergenerazionale: ad affiancare gli speciali allievi sono infatti gli stessi studenti, quasi tutti di quarta, dell’indirizzo Informatica del liceo delle Scienze Applicate del d’Aosta. Uno per ogni nonno, coordinati dal professor Roberto Gianfelice, docente del laboratorio di Informatica. «Quest’iniziativa ci è piaciuta molto, speriamo di riuscire a imparare qualcosa», sorride Pietro, che parla anche a nome del fratello. «Mai ci siamo sentiti famosi come in questi giorni».

Dopo aver gestito un ristorante a Roma per molti anni, i due fratelli erano tornati a vivere ad Amatrice. «Volevamo stare da pensionati a Configno, una frazione di Amatrice. La notte del terremoto eravamo al terzo piano. Adesso la casa è inagibile, ma ci ha permesso di uscire. Nel paese non ci sono stati morti. Una parte dei nostri compaesani è all’Aquila», raccontano. «Prima del terremoto venivamo spesso in questa città: per fare spesa, prendere un caffè, fare una passeggiata. Conoscevamo già l’ambiente, anche gli aquilani. Spesso andiamo ora ad Amatrice, dove siamo nati nel periodo della guerra. Nostro padre era romano e noi per molti anni siamo stati nella capitale». Vincenzo e Pietro però non si perdono d’animo. «Qui abbiamo trovato un ambiente molto accogliente, anche tra i vicini di casa, che sono in gran parte stranieri». Tra i venti allievi del corso ci sono anche ex operai, insegnanti, un maresciallo, un poliziotto, un disegnatore architettonico, un dipendente del ministero della giustizia. L’età media è di 71 anni: si parte dai 66 anni di Maria Gabriella Santoponte (ex fisioterapista) e Giorgio Divizia (ex geometra) fino ai 78 anni di Concetta Rainaldi (ex insegnante) e Dina Fattore (ex operaia). Tra loro c’è anche la signora Rosa Barone, 72 anni, per trent’anni collaboratrice scolastica proprio all’istituto d’Aosta, dove ora torna in veste di “allieva” degli studenti. «È un’esperienza che questa scuola ha già fatto l’anno scorso, con grande soddisfazione degli alunni e anche dei ragazzi» spiega Gianfelice. «Un’esperienza formativa per i giovani insegnanti che comprendono quanto sia importante ciò che studiano e quanto sia difficile trasmettere alcune conoscenze. Dall’altra parte ci sono persone colpite dal digital divide, che si stanno avvicinando alla tecnologia. Si tratta di nonni curiosi, con tanta voglia di conoscere».

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