Usi civici Assergi, è polemica sul Gran Sasso
L’Asbuc chiede tempi certi per i collegamenti tra Fossa di Paganica, Scindarella e Montecristo
L’AQUILA. «Quando si farà il collegamento Fossa di Paganica-Scindarella? Quando si farà il collegamento Fossa di Paganica-Montecristo? Quando si farà il nuovo impianto di Montecristo Sud? Quali i tempi di progettazione, appalto ed esecuzione dell’albergo di Campo Imperatore e delle altre opere infrastrutturali? Se si dovesse veramente appaltare un nuovo studio, quali sarebbero i tempi di realizzazione?».
Sono i quesiti che l’Asbuc (Amministrazione separata beni usi civici) di Assergi pone al sindaco, Pierluigi Biondi, tornando a sollecitarlo per avere «certezze sul nostro territorio».
«Abbiamo già chiesto certezze per il nostro territorio e la volontà di risaltare la inutilità del solito e ulteriore piano strategico, tipico di ogni amministrazione che si è succeduta nel tempo, da almeno venti anni ad oggi», sostiene l’Asbuc di Assergi.
«Dispiace che il nostro accorato appello sia stato interpretato come un attacco, pur essendo un appunto stimolante sul lavoro da fare. Sinora nulla è stato fatto, se non le richieste riguardanti, la rimodulazione di 150.000 euro di fondi Cipe per il famoso studio da appaltare a cinque esperti, e il trasferimento di 8 milioni per i lavori alle infrastrutture del Ctgs. Visto che siamo “distratti” torniamo sull’argomento, cominciando da pagina 14 dello studio di Invitalia e dalle famose 10.000 presenze giornaliere dal sindaco tirate in ballo. Infatti, tale cifra compare solo nella parte descrittiva dell’elaborato. Da uno studio più attento delle tavole previsionali, possiamo affermare che, se il piano fosse stato eseguito nella sua interezza e nei tempi previsti (10 anni a partire dal 2015), nell'anno 2024 si sarebbero avuti circa 155.000 primi passaggi invernali e circa 90.000 estivi. Queste ultime cifre riferite ai primi passaggi, per arrivare a un dato confrontabile con quelli del sindaco», aggiunge l’Asbuc, «devono essere divise per 100 (media delle giornate invernali utili), e per 60 (media delle giornate utili estive, dato che probabilmente è stato sottostimato per una serie di considerazioni che teniamo per buone). Da ciò si ricava che i primi passaggi giornalieri per la stagione invernale, nell'anno 2024, data di riferimento dell’ipotetico termine del piano di investimenti – sui quali ovviamente già siamo in notevole ritardo – avrebbero potuto essere circa 1500, sia per la stagione invernale, sia per quella estiva e non 10.000 come indicato nella parte descrittiva del Piano».

