Utenze Case, Mancini bacchetta il sindaco

9 Luglio 2015

Il consigliere: «Il primo cittadino ci risparmi l’ironia e si informi meglio sulla dispersione termica»

L’AQUILA. Il consigliere comunale Angelo Mancini bacchetta in una nota il sindaco Massimo Cialente: «Il primo cittadino», dice Mancini, «è intervenuto, qualche giorno fa, sul pagamento delle utenze a carico degli assegnatari di alloggi Case, ironizzando sulle dichiarazioni che un’inquilina del quartiere di Bazzano aveva reso a una giornalista e argomentando, come peraltro fatto più volte, che è giusto far pagare le bollette del riscaldamento in base ai metri quadri dell’alloggio, poiché, computando i consumi effettivi, gli inquilini al piano terra pagherebbero, in proporzione, molto di più, mentre quelli ai piani superiori risulterebbero avvantaggiati dal fatto che vengono scaldati da chi abita al piano di sotto. Il primo cittadino farebbe bene a risparmiarsi l’ironia fuori luogo e, magari, a informarsi meglio prima di parlare, dal momento che, nella piastra dove vive la signora, l’impianto è realizzato a soffitto, i tubi sono rivestiti in materiale isolante e i pavimenti sono incollati su un materiale, anch’esso isolante, che poggia, a sua volta, su uno strato di argilla espansa, altro materiale isolante, cui si aggiunge lo spessore del solaio. Il sindaco potrà capire che, “come sa anche un bambino di scuola media che ha appena letto un libro di fisica”, per citare la sua stessa affermazione, con impianti realizzati in questo modo è praticamente impossibile che il calore possa passare dal basso all’alto. Li costruiscono così apposta, del resto, questo tipo di edifici, il principio è evitare la dispersione termica. Pertanto, se gli appartamenti al piano terra consumano di più la causa è da cercare altrove e non è giusto che se ne accollino le spese tutti gli altri. Ci sono leggi regionali, nazionali ed europee che stabiliscono che i pagamenti delle utenze vanno calcolati individualmente, in base ai consumi effettivi. Con il suo atteggiamento il sindaco espone il Comune, e quindi la collettività, a sostenere i costi, certamente ingenti, dovuti alla pioggia di ricorsi che faranno gli assegnatari».