Va a fuoco la casa con 18 bombole di gas

Sospettato del rogo Cesidio Cocuzzi, aquilano di 63 anni. I carabinieri: lo ha fatto dopo aver saputo del suicidio del figlio
L’AQUILA. Apprende del suicidio del figlio e, in preda alla disperazione, tenta di mettere a fuoco la sua abitazione con il rischio di causare un’esplosione. Così dicono i carabinieri. L’allarme dei vicini evita una strage. L’uomo, Cesidio Cocuzzi, 63 anni, già dipendente Asl, è stato interrogato e poi si è recato in ospedale per controllare la crisi nervosa nella quale è caduto. IL DRAMMA. Tutto è scaturito dalla tremenda notizia del suicidio del figlio, avvenuto ieri intorno alle 6. Il giovane, Francesco Saverio, 35 anni, igienista dentale, è stato trovato senza vita nell’auto all’interno del garage nei pressi della sua abitazione a Scoppito. Dopo circa un’ora i carabinieri della Compagnia, coordinati dal capitano Francesco Nacca, si sono recati nella casa del padre, in via Svizzera, nel quartiere di Pettino, per annunciare la disgrazia. Cocuzzi, per quanto addolorato, sembrava comunque in grado di dominare il comprensibile sconforto. Poi, però, avrebbe messo a fuoco la sua abitazione per poi allontanarsi, secondo la ricostruzione dei carabinieri cui tuttavia i familiari stentano a credere. Il rischio di una tragedia è stato sventato. Infatti l’uomo, che viveva in quella villetta a schiera ancora inagibile, aveva 18 bombole di gas (11 in casa e 7 fuori) e una grande quantità di pellet. Nel frattempo i vicini di casa, dopo aver sentito puzza di bruciato, hanno allertato i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno scongiurato scenari drammatici ed evitato anche significativi danni all’interno della casa: solo pareti annerite e poco altro. Sul posto anche il 118 e la polizia urbana.
CACCIA ALL’UOMO. A quel punto è scattata la caccia all’uomo da parte dei carabinieri: di Cocuzzi si erano perse le tracce e si temeva qualche atto inconsulto. Per poco meno di un’ora la città è stata setacciata, ma il pensionato è stato trovato all’obitorio del San Salvatore dove era andato, spontaneamente, a riconoscere la salma del figlio. Poi è stato preso in consegna dal personale sanitario e visitato per valutare la condizioni psichiche: il suo atteggiamento ha rassicurato i medici che lo hanno dimesso. Ora è ospitato nella casa di un parente.
L’INCHIESTA. Vari gli aspetti al vaglio dei carabinieri e del pubblico ministero Roberta D’Avolio. Intanto è stata disposta l’autopsia per avere la conferma della causa della morte del giovane, forse per esalazioni di gas. Per quanto riguarda il genitore, la contestazione, in astratto, è di incendio doloso.
LUI NEGA. Naturalmente occorreranno altre indagini per attribuire a lui, in modo incontestabile, l’incendio, visto che non è stato trovato in casa quando le fiamme si sono propagate. I suoi familiari, infatti, hanno fatto trapelare la versione per cui sarebbe estraneo all’incendio. Ma prima ancora, egli stesso, sentito dai carabinieri, aveva negato di aver appiccato il fuoco. Ma il magistrato, in teoria, potrebbe anche contestare reati più gravi. Infatti, poco fuori della sua abitazione inagibile, e da lui blindata, aveva bombole e pellet: non c’è stata una deflagrazione, che avrebbe fatto saltare in aria il vicinato, per il rapido intervento delle forze dell’ordine. Ma c’è anche un altro aspetto, a sua difesa, da valutare: quelle bombole erano lì da anni. Per cui non erano state portate di recente per causare deliberatamente l’apocalisse. In passato, prima del sisma, alcuni condòmini gli avevano contestato la presenza, nelle sue pertinenze, di quelle bombole. Ma possederle non è un reato. Anche perché, visto che la casa non era stata riparata, l’unico modo per scaldarsi era quello di usare bombole e stufa a gas. La casa è stata sequestrata e le bombole affidate ai vigili del fuoco.
ISOLAMENTO. La vita di Cocuzzi, persona da tutti stimata, è stata segnata da un dramma: nel 2005, a causa di una malattia, morì la moglie e il venir meno di una persona tanto importante lo avrebbe indotto all’isolamento. Ieri, per lui, una nuova tragedia.
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