«Va bene lo stop, ma non è sufficiente»

L’Osservatorio indipendente sull’acqua chiede maggiori garanzie e annuncia iniziative di protesta
TERAMO. Fa bene la Regione a chiedere la sospensione dell’esperimento con materiale radioattivo nei laboratori di fisica del Gran Sasso, ma non è ancora sufficiente. È questa in sintesi la posizione dell’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran sasso (costituito da Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura Laga, Cittadinanzattiva, Guardie ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e Fai) che in una nota parla di «confusione enorme», dove sembra che «ognuno possa continuare a fare ciò che vuole, dimenticando che si sta parlando della salute di metà della popolazione abruzzese». L’Osservatorio ha indetto per domani a Teramo, alle ore 11, nella sede del Wwf, una conferenza stampa «per fare il punto sulla situazione e annunciare le prossime iniziative».
Continua a parlare di allarme anche la Stazione ornitologica abruzzese nonostante le rassicurazioni dei tecnici sull’assenza di rischi connessi all’esperimento se e quando sarà effettuato. «A chi parla di schermature risolutive per la sicurezza», scrive in una nota l’associazione ambientalista riferendosi ai sistemi tecnici che verranno adottati per trattare la sorgente radioattiva, «ricordiamo che anche i reattori nucleari sono schermati, fino al primo incidente». La Stazione ornitologica insiste sui rischi connessi a un eventuale terremoto, ricordando che «con il terremoto sul vicino monte Vettore vi è stata una dislocazione in superficie di oltre un metro tra i due lati della frattura. Un evento a cui nessun ingegnere può far fronte nella pianificazione di esperimenti come Borexino e Sox». Anche per questo motivo la Soa ritiene «inaccettabile far correre rischi a questi livelli per anni a milioni di persone, visto che la sorgente di Cerio144 rimarrebbe nei laboratori per un anno e mezzo, seguita con ogni probabilità da altri esperimenti simili che sono già in fase di programmazione». La Regione Abruzzo, le Province e i Comuni – chiede quindi l’associazione ambientalista – « assicurino da subito la pubblicazione e divulgazione di tutta la documentazione autorizzativa varata finora sull'esperimento Sox. Si valuti la legittimità di eventuali atti e comunque ci si schieri a difesa del territorio e della popolazione senza “per ora”, senza “se” e senza “ma”!».

