Vacca accusa Pezzopane e la sinistra, la deputata Pd lo sfida a un confronto

29 Luglio 2018

L’AQUILA. Botta e risposta Vacca-Pezzopane sui tagli alla cultura. «La Pezzopane dimentica, o fa finta di dimenticare», scrive il sottosegretario Gianluca Vacca, «che la normativa, i criteri e le...

L’AQUILA. Botta e risposta Vacca-Pezzopane sui tagli alla cultura. «La Pezzopane dimentica, o fa finta di dimenticare», scrive il sottosegretario Gianluca Vacca, «che la normativa, i criteri e le commissioni che hanno deciso la nuova ripartizione dei fondi per lo spettacolo sono frutto del precedente governo, quindi, le consigliamo di rivolgere queste critiche pubblicamente al suo compagno di partito Franceschini, precedente ministro. Rimango basito. I nuovi meccanismi introdotti dal precedente governo hanno creato squilibri anche su tutto il territorio nazionale».
La deputata Pd Stefania Pezzopane, che aveva denunciato due giorni fa i tagli, parla di «risposta gravissima». «Vacca interviene sul drammatico taglio alle sole istituzioni aquilane, dicendo cose non vere. Mentre lui perde tempo a insultarmi, gli suggerisco come risolvere, visto che ci sono disponibili 10 milioni del riequilibrio, prenda lì i 400mila euro scippati. La norma non è cambiata, le commissioni non sono cambiate, è cambiato solo l’indirizzo politico. Ora c’è il governo gialloverde. Che evidentemente non ha dato indirizzi precisi di salvaguardia delle istituzioni del cratere alla direzione generale come avveniva in passato. Si assumano fino in fondo le responsabilità di quello che fanno e non scarichino sul Pd e sul ministro Franceschini, con il quale sulla cultura e sulle istituzioni culturali a livello nazionale abbiamo fatto cose straordinarie. Invito il sottosegretario subito a un confronto pubblico sul tema dei finanziamenti alla cultura, sul perché di questo taglio sull’Aquila, e se è d’accordo con me a recuperare subito le risorse scippate con i 10 milioni del riequilibrio. Conosco bene la normativa, il sottosegretario parla di danni provocati dal decreto Franceschini. Il primo decreto è del luglio 2014, poi modificato e nessuna istituzione ha subìto decurtazioni proprio in virtù di quel decreto e del combinato disposto col decreto terremoto. La normativa non è cambiata in questi anni ed è la stessa che ha consentito di mantenere le risorse su uno standard elevato. Le commissioni hanno lavorato nella fase finale del governo dimissionario e hanno concluso il lavoro a governo, ministro e sottosegretari gialloverdi insediati. Sul cratere si sono sempre fatte operazioni di riequilibrio, proprio perché queste istituzioni non possono reggere gli standard degli altri territori».