Vaccinato il 30% di ultra 80enni: ne mancano ancora diecimila

I sindacati rendono noti i numeri dell’Asl: per il personale scolastico ancora 1.800 persone in attesa L’ex assessore Ruggeri: «Le persone fragili come me vogliono una data». Protesta in vista per i ritardi
L’AQUILA. «Mi sento di rassicurare tutta la popolazione, i nostri vaccini sono sicuri. Invito tutti a non farsi condizionare da queste notizie e a continuare a vaccinarsi». L’appello arriva da Enrico Giansante, responsabile del servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica dell’Asl, dopo l’esplosione del “caso AstraZeneca” e la sospensione in Italia di un lotto del vaccino. Intanto, non si placano le polemiche sul piano delle vaccinazioni: in particolare, chiedono date certe le categorie dei disabili e dei fragili e vogliono essere vaccinati al più presto anche gli operatori ecologici di Asm, Cogesa e Segen. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i vertici Asl. «Dal report illustrato dall’azienda risultano essere prenotati in piattaforma circa 15.700 anziani ultraottantenni di cui vaccinati circa il 30%; per il personale scolastico risultano interessati 7.600 lavoratrici e lavoratori di cui ancora 1.800 da vaccinare; per questi ultimi si prevede la conclusione delle operazioni di immunizzazione entro questa settimana. Mentre per gli ottantenni e oltre, dalla proiezione fatta dall’Asl, il percorso di vaccinazione dovrebbe arrivare a compimento entro la settimana prossima». I sindacati chiedono di accelerare le operazioni partendo «dalle persone anziane e dai soggetti fragili». Lo chiedono Francesco Marrelli (Cgil), Paolo Sangermano (Cisl) e Fabrizio Truono (Uil).
LA TESTIMONIANZA. «Sono stato in silenzio finora. Ma adesso voglio risposte: ditemi quando saremo vaccinati. Vogliamo una data». A lanciare un appello accorato attraverso le pagine del Centro è Corrado Ruggeri, ex assessore comunale ed ex presidente dell’Aeroclub di Preturo, ma anche un campione mondiale di pattinaggio in gioventù: «Io e mia moglie Silvana apparteniamo a quella categoria che viene definita dei “fragili”. Non abbiamo ancora compiuto 80 anni, io ne ho 77 e lei 75, ma entrambi facciamo i conti con delle patologie gravi. Ci siamo registrati sulla piattaforma regionale due mesi fa e giorno dopo giorno abbiamo aspettato delle comunicazioni. Non sono andato a bussare da nessuna parte, non ho fatto telefonate. Ma adesso la pazienza è colma: siamo due reclusi in casa, non è normale, e neanche corretto, che non arrivi alcuna notizia ufficiale su quando partiranno le vaccinazioni per la nostra categoria. Siamo in tanti in questa condizione e chiediamo solo di conoscere almeno una data. Nella terribile situazione che tutti stiamo vivendo», sottolinea Ruggeri, «non si possono lasciare i cittadini nel silenzio assoluto, non è giusto. Lo Stato, la Regione, l’Asl e il Comune non ci facciano sentire abbandonati».
«PRONTI ALLA PROTESTA». «Tento di trovare le parole per descrivere quello che sta accadendo nella vaccinazioni delle persone fragili tra i lavoratori della scuola e dell’Università, ma non riesco a trovarne. Semplicemente vergogna per gli inganni e le tante bugie raccontate ad ampie mani da chi occupa posti di responsabilità e da chi doveva prevedere questa criticità e invece ha dimostrato incapacità di programmazione». A parlare è Massimo Prosperococco, coordinatore delle associazioni dei disabili della città: «Le persone sono arrabbiate, dopo essere state chiamate e rimandate a casa senza vaccino. È passato quasi un mese dall’apertura delle vaccinazioni per i lavoratori della conoscenza, e sono state vaccinate persone con Pfizer senza patologie e chi doveva essere vaccinato per primo tra fragili e disabili con lo stesso vaccino è in fondo alla lista, ultimo tra gli ultimi, senza speranza. Ricevo decine di telefonate al giorno di colleghi e persone che mi contattano esasperate, mi trasmettono il loro dolore e le loro paure per la terza ondata, peggiore di quelle precedenti. Quando arriva l’esasperazione, ti costringono alle scelte dure e difficili. Toccherà farle».
RACCOLTA RIFIUTI. Gli amministratori delle società pubbliche di gestione dei rifiuti della provincia dell’Aquila, per l’Asm Lanfranco Massimi, per il Cogesa Nicola Guerra e per Segen Fernando Capone, hanno inviato una lettera al prefetto al direttore dell’Asl, all’assessore regionale alla Sanità e al presidente dell’Agir per sottoporre alla loro attenzione la possibilità di poter mettere a disposizione dosi di vaccino per il proprio personale in servizio. «I nostri operatori hanno garantito e ancora oggi sono in campo, senza alcuna interruzione, i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e a favore dei propri Comuni, compresi la raccolta e il trasporto dei rifiuti provenienti da utenze positive al virus. Attendiamo fiduciosi un riscontro positivo, come stanno facendo anche in altre regioni e come chiedono i sindacati di categoria».
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