Vaccinazioni a sorteggio L’Asl: rispettate le priorità

Per l’azienda sanitaria «il sistema informatico attinge alle richieste e individua per zone» Bufera sul “sistema random”, il servizio igiene e prevenzione conferma: sceglie il computer
L’AQUILA. «Il sistema informatico attinge alle manifestazioni d’interesse e provvede all’individuazione dei nominativi per zona di appartenenza». Dopo la bufera che si è scatenata sul “sistema random” scelto dall’Asl per la convocazione delle persone da sottoporre a vaccinazione, il Servizio di Igiene e il Dipartimento di Prevenzione parlano di «difetto di comunicazione», sottolineando che sono sempre state rispettate le indicazioni nazionali e regionali sulle categorie definite prioritarie. «Per quanto riguarda la vaccinazione dei soggetti ultraottantenni, come da indicazioni regionali e in base alla piattaforma informatica a disposizione del dipartimento», si legge nella nota dell’Asl diretta da Roberto Testa, «ci si è attenuti al rispetto, in primis, delle manifestazioni di interesse avanzate dai cittadini aventi diritto che si sono registrati sull’apposito portale regionale. Attingendo da dette manifestazioni di interesse, il sistema informatico attualmente in uso nella nostra azienda provvede all’individuazione dei nominativi per zona di appartenenza a macro area aziendale (L’Aquila, Sulmona, Avezzano, Castel di Sangro). In questa fase ogni persona ultraottantenne da vaccinare viene contattata telefonicamente dagli operatori del contact center».
SCEGLIE IL COMPUTER. «Nel caso di mancata risposta o impossibilità di potersi recare al centro vaccinale nel giorno indicato», aggiunge l’Asl, «il sistema informatico stesso sceglierà il primo Over 80, con analoghe caratteristiche, da poter includere a sostituzione dell’assente o rinunciante. Tale sistema, oltre a offrire massima trasparenza, permette di effettuare sedute in ambito provinciale, con oltre mille vaccinazioni al giorno, perfettamente in media con le somministrazioni delle altre Asl, evitando le mancate presentazioni con conseguente rischio di spreco di vaccini. Le persone impossibilitate a recarsi nelle sedi vaccinali verranno trattate direttamente a domicilio mediante l’attivazione di un apposito team mobile». L’azienda sanitaria si augura che «la popolazione conserverà un atteggiamento fiducioso e positivo verso la condotta tenuta dall’Asl dell’Aquila, distintasi per efficienza e massima trasparenza». La notizia del sistema utilizzato, pubblicata ieri dal Centro con le parole della responsabile del centro vaccinazioni Chiara Pasanisi, ha infuocato le polemiche già roventi da settimane in merito alla campagna vaccinale: in particolare, i cittadini chiedono che le convocazioni avvengano secondo altri criteri e priorità, come l’ordine in cui sono state presentate le manifestazioni d’interesse, oppure l’età dei richiedenti. Sulla vicenda sono intervenuti i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, secondo cui «la casualità non risolve i problemi, ma li amplifica, li rende strutturali. L’approssimazione delle soluzioni proposte dalla stessa Asl non costruisce le necessarie soluzioni organizzative e logistiche, ma risulta essere un semplice palliativo e fa perdere tempo alla ricerca delle reali soluzioni».
NUOVI CASI. Intanto, in base al report Asl, in città 16 i nuovi casi, 14 a Pizzoli, 4 a Barete, 7 a Capitignano, 1 a Cagnano Amiterno, 3 a San Demetrio e 2 a Scoppito. La variante inglese del virus dopo l’area dell’Alta Valle dell'Aterno – dove nelle ultime ore sono scattate ulteriori restrizioni nei comuni di Pizzoli, Capitignano e Cagnano Amiterno – inizia a circolare anche all’Aquila, con contagi accertati in alcune scuole, risalenti al periodo immediatamente precedente alla sospensione delle attività didattiche in presenza.
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