Vaccinazioni al rallentatore Marsica con un solo centro

Previste 350 dosi giornaliere, troppo poche per un territorio di 140mila abitanti Petroni: «Occorre uno sforzo maggiore coinvolgendo anche i medici di base»
AVEZZANO. Nell’unico polo vaccinale della Marsica si procede con la somministrazione di circa 350 dosi al giorno che l’azienda sanitaria punta di portare a 400, un numero comunque ritenuto insufficiente per i medici che ribadiscono la necessità di vaccinare il più in fretta possibile tutta la popolazione del comprensorio che conta circa 140mila abitanti.
I VACCINI. La campagna si è spostata nella palestra dello Stadio dei Pini di Avezzano dove le operazioni del personale sanitario, dal lunedì al sabato, prendono inizio alle 8 con la preparazione delle dosi, mentre la somministrazione avviene dalle 9 alle 20. I beneficiari della cosiddetta fase 2 sono gli over 80, gli insegnanti e le forze dell’ordine prenotati sulla piattaforma della Regione Abruzzo, ma si sta terminando anche la somministrazione delle ultime dosi di richiamo al personale sanitario. All’ingresso del punto vaccinale un operatore della Protezione civile si occupa della gestione delle “code” per mezzo di una lista, con nomi e orari dell’appuntamento, che viene inviata quotidianamente dall’Asl.
Dopo aver controllato la ricevuta di prenotazione e preso la temperatura a pazienti e accompagnatori, si segue un percorso transennato fino all’entrata della palestra dove sono al lavoro una ventina di persone tra medici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi. Prima di ricevere il vaccino, i nomi dei pazienti devono essere inseriti nella banca dati e sottoposti al colloquio con il medico. Poi una volta inoculata la dose bisogna aspettare circa un quarto d’ora per il monitoraggio di eventuali effetti collaterali.
«Finora abbiamo registrato un paio di reazioni allergiche non gravi», spiega la dottoressa Daniela Franchi, responsabile del punto vaccinale, «stiamo terminando la somministrazione del richiamo Pfizer ai sanitari, lo stesso che viene inoculato agli ultraottantenni. Mentre per le forze dell’ordine e gli insegnati sotto i 65 anni è disponibile il vaccino Astrazeneca. Nei giorni scorsi siamo stati nella case di cura dove abbiamo utilizzato il Moderna, mentre oggi (ieri per chi legge) stiamo vaccinando anche i detenuti del carcere di Avezzano».
«La vaccinazione procede a rilento e un solo centro per tutta la Marsica non basta», commenta Angelo Petroni, presidente della commissione per gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi della provincia dell’Aquila, «i colleghi stanno facendo il possibile, ma bisogna aprire altri centri sul territorio o pensare a una vaccinazione ambulante nei diversi Comuni. Occorre intensificare il numero delle vaccinazioni ora che i contagi in zona sono più contenuti. Dovrà essere una corsa contro il tempo per evitare che le persone si ammalino in modo grave andando a sovraccaricare le strutture sanitarie e le terapie intensive».
È il momento di fare uno sforzo», conclude Petroni che è anche direttore sanitario della clinica Di Lorenzo, «soprattutto con il vaccino Astrazeneca che prevede un richiamo a 8 settimane, coinvolgendo nell’operazione anche i medici di base. Confidiamo nell’approccio militare del nuovo commissario all’emergenza soprattutto per l’approvvigionamento del numero delle dosi».
LA PROTESTA. Non sanno quando riceveranno il vaccino gli insegnanti over 65. A protestare è una docente di Avezzano che ha provato a porre la domanda al presidente della Regione Abruzzo, ma la sua mail è rimasta senza una risposta.
«Nella Marsica», dice, «gli insegnanti over 65 sono solo una cinquantina», precisa la professoressa in attesa di ricevere l’appuntamento.
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