Vaccinazioni, chiuso l’ambulatorio

Pescasseroli, avviata una raccolta di firme per sollecitare il ripristino del servizio
PESCASSEROLI. Scatena le proteste della popolazione la soppressione dell’ambulatorio vaccinazioni a Pescasseroli da parte dell’Asl. La soppressione del servizio, svolto direttamente sul posto dall’operatore sanitario, è inaccettabile per i residenti del centro montano che in segno di disapprovazione hanno avviato una raccolta di firme da sottoporre all’attenzione del nuovo presidente regionale Marco Marsilio e dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. In una lettera, inviata anche al sindaco Luigi La Cesa, i cittadini di Pescasseroli chiedono l’immediato ripristino dell’attività ambulatoriale.
«Pescasseroli e Opi sono paesi di montagna dell’Alto Sangro», scrivono i cittadini, «abitati da oltre 2.500 persone che vivono quotidianamente disagi dovuti alla carenza di servizi e difficoltà nei collegamenti con i centri più grandi che in determinati periodi dell’anno sono anche irraggiungibili. Le due popolazioni chiedono con forza e determinazione alle istituzioni non solo di non essere dimenticate ma soprattutto di essere sostenute in questa scelta di vita attraverso strategie politiche lungimiranti volte a rendere più agevoli le condizioni di vita dei cittadini che abitano questo territorio. Tra queste la ripresa delle prestazioni effettuate dall’operatore sanitario». Gli abitanti sottolineano che la soppressione del servizio creerà inevitabilmente disagi non solo alle famiglie, ma anche ai destinatari finali della profilassi (bambini, anziani, migranti) e chiedono l’immediato ripristino nel distretto sanitario di base del servizio per le vaccinazioni. (m.lav.)
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