Vaccinazioni, si accelera: obiettivo 2.500 al giorno

15 Marzo 2021

Piano per il potenziamento: aperti altri punti di somministrazione in provincia I sindacati all’Asl: «Maggiore coordinamento, è necessario cambiare passo»

L’AQUILA. Dalle 1.200 di due settimane fa è arrivati a un range di 1.600/1.700 dosi di vaccino inoculate quotidianamente su tutta la provincia dell’Aquila. La Asl 1 punta a toccare quota 2.500 e per questo è stato messo a punto un piano di potenziamento dei punti di vaccinazione sul territorio, partendo dai distretti di Pescina, Tagliacozzo, Carsoli e Bazzano.
Intanto, ieri secondo il report diffuso dalla Regione si sono registrati 87 nuovi casi sull’intera provincia, di cui 9 all’Aquila e 13 ad Avezzano.
Il piano è stato illustrato ai sindacati durante l’ultimo tavolo, al quale oltre al manager Roberto Testa ha partecipato anche il neo direttore sanitario Alfonso Mascitelli, a cui i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato la loro preoccupazione per l’andamento delle vaccinazioni e per la ripresa dei contagi. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito «la necessità di una costante e coerente attività di informazione rivolta ai cittadini relativamente alle azioni messe in campo e a quelle che si costruiranno nelle prossime settimane, alla disponibilità del numero di vaccini, al numero di quelli somministrati, alle categorie da sottoporre a vaccinazione, al programma stesso di vaccinazione, all’implementazione della capacità di tracciamento».
Un’accelerata alla campagna vaccinale potrebbe arrivare con la scesa in campo dei medici di famiglia che, come annunciato dal segretario della Fimmg, Vito Albano, già nei prossimi giorni inizieranno le vaccinazioni domiciliari riservate agli assistiti non deambulanti. «La struttura sanitaria», commentano il segretario Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli, il segretario Cisl L’Aquila, Paolo Sangermano, e il segretario Uil L’Aquila, Fabrizio Truono, «è chiamata a uno sforzo eccezionale di coordinamento delle attività, che passi per il coinvolgimento delle amministrazioni locali, dei medici volontari, delle associazioni di volontariato, degli studenti e specializzandi in medicina e dei medici di base. Aumentare il tiraggio sulle vaccinazioni e accrescere la capacità di somministrazione vuol dire dimostrare a una intera comunità e al governo stesso che questo è un territorio che risponde in modo responsabile alla salvaguardia della salute. È necessario cambiare passo. Dobbiamo cominciare a individuare un termine congruo per concludere la fase di vaccinazione e per farlo c’è bisogno di conoscere quante dosi si somministrano ogni giorno, quante altre linee di vaccinazione intende istituire la Asl, qual è il ruolo dei medici di base, quanti vaccini saranno dedicati al territorio».
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