Vaccini e tagli, attacco alla Asl

24 Aprile 2018

Ambulatori chiusi in 7 comuni. I sindaci: «Una vergogna, colpite le fasce deboli: agiremo per vie legali»

CELANO. Pronti a intraprendere ogni azione utile contro la decisione, adottata dalla Regione Abruzzo e dalla Asl, di chiudere da ieri mattina gli ambulatori e i centri di vaccinazione in sette comuni della Marsica: Celano, Ovindoli, Trasacco, Gioia, Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescasseroli. I sindaci del territorio sono tornati ad alzare la voce nel corso di una conferenza che si è tenuta ieri a Celano, non risparmiando critiche e attacchi al manager Rinaldo Tordera, all’assessore regionale Silvio Paolucci e ai rappresentanti marsicani in Regione, Lorenzo Berardinetti, Maurizio Di Nicola e Giuseppe Di Pangrazio. Presente anche il vicesindaco del Comune di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi. Anche il paese rovetano, infatti, perderà il suo centro di vaccinazione. Così come Carsoli. Ma la chiusura dei due centri è stata rimandata dalla Asl in attesa di adeguare la struttura sanitaria di Tagliacozzo.
Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, non ha usato mezzi termini per criticare tale scelta, penalizzante per una parte della Marsica, ancora una volta privata di un servizio indispensabile. «Stiamo preparando un documento comune contro tale decisione», ha affermato Santilli, «la cosa grave è che anche i rappresentanti marsicani in Regione stanno pensando a tutelare solo il loro orticello e non l’intero territorio».
«La verità», ha aggiunto il sindaco di Ovindoli, Simone Angelosante, «è che si colpisce la fascia debole della popolazione, i bambini e gli anziani».
«Si parla di risparmio e Tordera ha avuto un rinnovo di contratto con un aumento del 10%, le spese farmaceutiche regionali sono esorbitanti e solo adesso si parla di sicurezza: che cosa dobbiamo pensare? Che finora non c’è stata sicurezza?», hanno tuonato i sindaci di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, e di Ortucchio, Raffaele Favoriti. D’Orazio ha sottolineato, inoltre, di avere provato a contattare il manager della Asl ma senza ricevere risposte. «È un fatto vergognoso», ha aggiunto Favoriti, «i nostri consiglieri regionali, per primi, dovevano combattere contro tale decisione, ma ciò non è avvenuto. Andremo avanti con la lotta, anche nelle sedi legali».
Preoccupazione è stata espressa dal vicesindaco di Civitella Roveto, il cui ambulatorio è nell’elenco di quelli da sopprimere. I sindaci e i delegati dei diversi Comuni, Rosa Del Roscio, Assunta Ippoliti e Marta Coruzzi per Trasacco, hanno evidenziato anche come per gli utenti sarà «difficoltoso e penalizzante spostarsi, soprattutto dai centri più interni».
«Il fatto grave è che nessuno della Regione ci aveva avvisati», hanno aggiunto, «lo abbiamo saputo dai giornali e quando ci hanno convocato solo per farci partecipi della decisione già presa».
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