Vaccini e tagli, Quaglieri boccia il piano Asl

Il sindaco di Trasacco: «Mantenere il servizio». E i Comuni del Carseolano si appellano al prefetto
TRASACCO. La riorganizzazione degli ambulatori vaccinali, e il loro ridimensionamento da 11 a soli 3 sul territorio marsicano, continua a scatenare polemiche.
Anche il Comune di Trasacco boccia il piano della Asl. Il sindaco Mario Quaglieri chiede al manager Rinaldo Tordera di ripensare il provvedimento.
«Come rappresentante dei cittadini e in qualità di medico», afferma Quaglieri, «voglio evidenziare l’integrità sanitaria e strutturale del distretto sanitario di Trasacco, per il bene di una popolazione, e mi riferisco a mamme, bambini e neonati, che ha sempre più bisogno di un supporto sanitario valido, veloce e facile da raggiungere, requisiti che il nostro distretto ha, potendo contare su 10 medici che lavorano tutti i giorni dalle 8 alle 20, anche il sabato mattina, su un servizio 118 con ambulanza e defribillatore a bordo e ambulatori in piena regola: senza spese aggiuntive per la Asl. In direttore generale della Asl non potrà non rendersi conto che eliminare una tale risorsa sul territorio e convogliare Trasacco, Collelongo e Villavallelonga nell’ambulatorio dell’ospedale di Pescina sarebbe un errore. Cosa fare? Sfruttare una risorsa che c’è incrementandone i servizi per i cittadini ed accoglierli al meglio o chiudere i battenti creando disorientamento a tante famiglie, creando sofferenza dell’offerta sanitaria? Poniamo questi quesiti a Tordera, certi che, data la sua sensibilità al problema, converrà nell’unica decisione possibile per tutti: mantenere aperto alle vaccinazioni il distretto sanitario di Trasacco».
Per quanto riguarda la soppressione dell’ambulatorio per i vaccini a Carsoli, invece, c’è da registrare un intervento del prefetto. Con una nota, i sindaci di Carsoli, Velia Nazzarro, Pereto, Giacinto Sciò, Rocca di Botte, Fernando Marzolini, e Oricola, Antonio Paraninfi, avevano chiesto alla Asl di non chiudere l’ambulatorio, alla luce della gran mole di richieste che arriva anche dalle vicine province del Reatino e di Roma.
Della vicenda è stato interessato il prefetto Giuseppe Linardi che a sua volta ha scritto all’azienda sanitaria chiedendo di comunicare quanto prima «le determinazioni assunte in relazione alla chiusura dell’ambulatorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

