Vaccini per Over 80, si parte a fine mese

7 Febbraio 2021

Il piano riguarda 26mila persone in provincia. Ma il primario Marinangeli avverte: bisognerà dividere gli anziani in scaglioni

L’AQUILA. Chiudere la fase 1, quella dedicata agli operatori sanitari, entro la prossima settimana e far partire la fase 2, riservata agli ultraottantenni, tra una ventina di giorni. L’Asl sta mettendo a punto il piano delle prossime vaccinazioni e secondo il direttore sanitario Franco Marinangeli (nella foto) serve un’organizzazione capillare, con regole certe, per ottimizzare l’uso delle dosi in arrivo. Intanto, ieri in provincia si sono registrati 42 nuovi casi, di cui 8 all’Aquila, 4 a Barete, 1 a Montereale.
PIANO VACCINI. Nella provincia dell’Aquila sono circa 26 mila gli Over 80 da vaccinare, 106mila in tutto l’Abruzzo, dove entro la fine del mese arriveranno 59mila dosi. Per somministrarle, occorreranno due mesi. Marinangeli fa il punto della situazione: per quanto riguarda il vaccino Pfizer, non ci saranno i temuti tagli, ma arriveranno a mano a mano le quantità previste, mentre del vaccino Moderna, atteso nell’Asl aquilana per la prossima settimana, ne verrà consegnato un 20 per cento in meno. Più in là giungerà anche quello di Astrazeneca, destinato a chi ha meno di 55 anni. L’ipotesi a cui si sta lavorando, nell’ambito della fase 2, è di prevedere delle priorità: non si potrà vaccinare tutti subito, quindi la proposta dello stesso Marinangeli è di dividere la popolazione anziana in scaglioni e partire dagli ultracentenari, che nella nostra provincia sono tra i 30 e i 40, e proseguire scendendo. La fascia più numerosa è quella tra gli 80 e i 90 anni. Altra distinzione da fare quella tra deambulanti e non deambulanti. I primi potrebbero raggiungere i centri di somministrazione già utilizzati per gli operatori sanitari, e cioè i tre presìdi ospedalieri dell’Aquila, Avezzano e Sulmona.
Per i secondi si sta pensando a un’équipe mobile, che potrebbe spostarsi nei vari comuni: e qui entrerebbero in gioco i medici territoriali, che dovrebbero fornire gli elenchi delle persone da vaccinare.
A livello nazionale si sta decidendo in questi giorni un accordo contrattuale che permetta anche ai medici ai base di somministrare i vaccini: nel frattempo, nell’Asl aquilana si ipotizza un loro impiego nei centri dove si utilizza il vaccino Pfizer, che non può essere trasportato, mentre per quello Astrazeneca ci si potrebbe recare direttamente nell’ambulatorio del proprio medico.
Alla base del sistema che è in via di definizione c’è un punto fermo: quando si avranno a disposizione i vaccini, dovrà già essere organizzata nei minimi dettagli la somministrazione. Intanto, con un ritmo di 500 inoculazioni al giorno, entro la prossima settimana verrà effettuato il richiamo – all’appello ne mancano circa 2.700 – a tutti gli operatori sanitari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA