Vaccini, seconde dosi rinviate per i docenti: scatta la protesta

I richiami slitteranno di dieci giorni, raffica di avvisi via sms La causa è la scarsità di fiale di AstraZeneca a disposizione
L’AQUILA. Si conferma in discesa l’andamento della diffusione del virus, con soli 2 casi registrati nelle ultime 24 ore in città, ma nell’area aquilana sono ancora tante, quasi 800, le persone in sorveglianza attiva, cioè i contatti stretti di casi confermati per i quali è scattata la quarantena. Si tratta perlopiù di tracciamenti legati ai diversi focolai scolastici ancora attivi. In risalita i contagi nel comune di Pizzoli, dove ieri sono emersi 5 nuovi casi e ci sono attualmente 21 positivi. Altri 3 casi sono stati riscontrati a Scoppito. Sul fronte vaccini, si alza la protesta del personale scolastico in attesa della somministrazione della seconda dose del vaccino AstraZeneca: in tanti hanno ricevuto in questi giorni un messaggio con cui l’Asl ha rinviato il richiamo di 10 giorni. «Stanno per partire le vaccinazioni dei maturandi», sottolineano alcuni docenti, «e a noi insegnanti si rinvia la seconda dose, col rischio di non essere coperti durante gli esami di Stato. L’Asl si è giustificata col fatto che mancano le fiale di AstraZeneca: si è pensato agli Open Day, ma non a garantire le seconde dosi. Diteci se si programma così una campagna vaccinale». Intanto, la parlamentare Pd Stefania Pezzopane chiede che si proceda alla vaccinazione anche dei laureandi: «Mi rivolgo», dice, «al commissario Figliuolo, al ministro Messa e all’assessore Verì: va fatto questo sforzo, questi nostri ragazzi da marzo non hanno più rapporti con l’Università, se non in Dad. Diamo loro questo segnale. Vacciniamo esaminandi e laureandi, facciamo capire che questo è un mondo per i giovani. La pandemia porta con sé anche troppi segnali di disagio giovanile, di abbandono scolastico, di ricorso a farmaci, alcool e droga. Noi abbiamo il dovere di consentire ai nostri ragazzi di vivere serenamente i loro esami universitari e le lauree, come momenti importanti e indimenticabili della loro vita».
INFERMIERI. «Dalla direzione dell’Asl solo briciole per gli infermieri». La denuncia arriva dal segretario provinciale del Nursind, Antonio Santilli, che attacca il manager Roberto Testa, annunciando «sostegno al personale che intenda adire la via giudiziaria a tutela delle proprie ragioni». Agli infermieri impegnati nell’emergenza sanitaria non è stata riconosciuta l’indennità: «La fotografia», ricorda Santilli, «di un infermiere stremato dalla fatica, testa china sulla barella, occhi chiusi. Retorica dell’eroismo, sublimazione della dedizione, esaltazione del sacrificio, del martirio, promessa di riconoscenza. Ma poi è accaduto che la direzione generale dell’Asl, con inaccettabile discriminazione tra le categorie professionali coinvolte, mentre al personale medico ha riconosciuto l’assegnazione della indennità, nei confronti dei professionisti infermieri e assistenti sanitari ha “generosamente” concesso la sola erogazione del compenso per lavoro straordinario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

