Valletta caduto nel canale per un malore

28 Maggio 2020

L’autopsia rivela che era già morto prima di finire in acqua. Il decesso risale alla sera in cui è avvenuto l’incidente

LECCE NEI MARSI. Cesidio Valletta è morto a causa di un malore ed è poi finito nel canale. È la ricostruzione che emerge dall’autopsia eseguita sul 35enne, ritrovato senza vita venerdì in un canale del Fucino, dopo quattro giorni di ricerche. Ora sarà necessario attendere la relazione del medico legale e soprattutto quella tossicologica per capire da cosa sia stato causato il malore fatale. Nella vicenda è coinvolto Biagio Paraninfi, 38 anni, di Lecce, indagato dalla procura di Avezzano per omicidio stradale. Era alla guida dell’auto su cui viaggiava insieme alla vittima la sera del 18 maggio prima dell’incidente avvenuto lungo Strada 26. Da quel momento le tracce della vittima si erano perse, fino al giorno del ritrovamento, avvenuto venerdì scorso. L’autopsia è stata disposta dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, che coordina le indagini, ed è stata eseguita solo ieri a causa dei tempi necessari per sottoporre la salma al tampone post mortem per Covid-19. La Procura ha incaricato l’anatomopatologo Cristian D’Ovidio ed erano presenti anche i consulenti di parte Mauro Arcangeli, delegato dalla famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Domenico Martinelli, e Pietro Falco, a cui ha dato mandato l’indagato, difeso dall’avvocato Aldo Grilli.
L’esame è iniziato con circa 30 minuti di ritardo, intorno alle 16, e si è concluso alle 19.30. Il corpo di Valletta non presentava segni di colluttazione o ferite che potessero far pensare a un’aggressione oppure a una morte violenta. L’ipotesi che si fa strada è quella di una caduta nell’acqua avvenuta solo dopo un malore. Non era presente, infatti, acqua nei polmoni della vittima. Restano tutti gli interrogativi, però, su come il giovane marsicano sia finito in quel punto in fondo al canale, alto circa un metro. Il corpo è stato rinvenuto dai carabinieri nei pressi del centro di Telespazio, dopo quattro giorni dall’incidente. Era in posizione china, a faccia in avanti. Si trovava però a circa 300 metri dal luogo dell’incidente. Quindi si sta cercando di ricostruire i fatti accaduti nel lasso di tempo che va dall’incidente fino a quando si è sentito male cadendo poi nel canale. Con ogni probabilità la vittima si trovava lì da lunedì sera, il giorno dell’incidente.
L’esito dell’autopsia farebbe quindi pensare a una perdita di sensi seguita dalla caduta in acqua. Sul caso sono in corso indagini dei carabinieri di Avezzano, guidati dal tenente Bruno Tarantini, che hanno sequestrato i telefoni cellulari dei due giovani e analizzato i tabulati dai quali sarà possibile tracciare i dati relativi ai loro spostamenti. Del caso si è occupata anche la trasmissione televisiva di Raitre “Chi l’ha visto?” con un servizio andato in onda ieri sera.
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