Vandali devastano la scuola dei bambini

12 Aprile 2020

Raid nell’istituto di San Benedetto dei Marsi chiuso da giorni. Sgozzate le galline della fattoria didattica

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Locali devastati, muri imbrattati, lavoretti distrutti e perfino galline sgozzate.
Sono immagini di devastazione che arrivano dalla scuola dell’Infanzia Maria Consolatrice di San Benedetto dei Marsi dove, mercoledì scorso, vandali hanno fatto irruzione distruggendo le aule che fino al quattro marzo scorso ospitavano 60 bambini da 2 a 6 anni e le loro otto maestre.
La scuola paritaria, di proprietà della parrocchia Maria Santissima Assunta, segue un progetto educativo a vocazione religiosa.
«Un fatto gravissimo», commenta Antonella Polce, che gestisce la struttura dal 2006, «erano le 19 quando sono stata avvertita da alcuni cittadini e mi sono subito precipitata a scuola. I locali interni sono stati completamente distrutti: lo stero e la tv scaraventati a terra così come i lavoretti dei bambini. Nei bagni dei piccoli gli specchi sono stati frantumati sul pavimento e le porte sfondate come pure una finestra che affaccia sul giardino dalla quale, probabilmente, si sono introdotti. I vandali hanno anche sgozzato le galline della nostra fattoria didattica, solo una è sfuggita al brutale massacro. Per non parlare delle pareti imbrattate da scritte e disegni dal contenuto discutibile con i pennarelli dei bambini e delle immagini sacre lasciate in eredità dalle suore rotte come le cornici con le foto degli alunni a cui tenevo particolarmente. Mi auguro», aggiunge la Polce, «che gli autori del gesto vengano assicurati alla giustizia».
Secondo una prima stima i danni ammontano a circa tre mila euro.
Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Avezzano al comando del capitano Pietro Fiano. Allertati dalla responsabile i militari si sono subito precipitati nell’edificio scolastico per effettuare i rilievi del caso e ascoltare i testimoni. Sulle indagini c’è il massimo riserbo.
A facilitare l’attività investigativa, il controllo del territorio legato all’emergenza Covid che ha permesso agli inquirenti di escludere ingressi da fuori comune e concentrare le indagini su una persona del posto.
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