«Vanificato il lavoro di sensibilizzazione»

I geologi della Sigea: «Dal verdetto esce fuori il messaggio che non bisogna fidarsi delle istituzioni»
L’AQUILA. «Una sentenza che vanifica il lavoro delle istituzioni soprattutto nelle attività di allertamento dei pericoli naturali che si trasformano in pochi attimi in rischi per le nostre vite», scrive in un messaggio pubblico Antonello Fiore, presidente della Società italiana di Geologia ambientale Sigea, continuando: «Nei giorni di attività sismica dell’Appennino, nell’aprile 2009, chi doveva dare indicazioni di pericolo rassicurò. Gli studenti rassicurati dalle istituzioni hanno assunto valutazioni sbagliate, fidandosi delle istituzioni e perdendo la propria vita. La sentenza può essere letta: fate come vi pare, ma non fidatevi delle istituzioni».
Quindi l’appello al nuovo Parlamento sulle questioni ambientali: «I temi della tutela dell’ambiente e del territorio devono essere messi tra le priorità dell’agenda del Parlamento e del governo nell’interesse del benessere e della salute degli italiani e del sistema infrastrutturale ed economico del Paese. Ci auguriamo che gli atti di questa XIX legislatura siano più coerenti con gli effetti al suolo dei cambiamenti climatici in corso e con la necessità di adattamento a questi cambiamenti».
Quindi ancora il geologo Fiore: «Si parla tanto di fonti di energia rinnovabili e alternative alle fonti fossili non sempre per sensibilità ambientale, ma per l’esigenza economica conseguenza della riduzione di forniture dalla Russia. Sulla questione climatica si sta commettendo un errore fondamentale: si parla molto di rinnovabili, sì, ma questo riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici, mentre manca tutta la parte relativa all’adattamento, senza il quale rischiamo di subire gli effetti della crisi climatica: alluvioni, allagamenti urbani, frane, mareggiate, valanghe, desertificazione, sollevamento del livello del mare».
Conclude il presidente della Sigea nel suo appello pubblico: «Il Parlamento in questa XIX legislatura e il Governo dovrebbero prioritariamente e urgentemente approvare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e approvare finalmente la legge sul consumo di suolo. Serve una nuova e diversa pianificazione delle aree urbane, dal verde pubblico al drenaggio delle acque piovane. Con la maggior parte della popolazione che si è spostata nelle aree urbane, il regime delle piogge cambiato e le superfici impermeabilizzate aumentate, i sistemi dei drenaggi delle acque di pioggia nelle città, progettati e realizzati tante decine di anni fa, ora richiedono un adeguamento per impedire gli allagamenti urbani ormai all'ordine del giorno che mettono in pericolo vite umane e creano un inquinamento non trascurabile».

