«Vanno sbloccate le risorse destinate alle imprese»

17 Luglio 2014

L’AQUILA. Lavoro, occupazione, sostegno alle imprese. Il tessuto produttivo aquilano boccheggia. Sono indispensabili risorse certe, erogabili in tempi brevi. Di contro, serve meno burocrazia, in un...

L’AQUILA. Lavoro, occupazione, sostegno alle imprese. Il tessuto produttivo aquilano boccheggia. Sono indispensabili risorse certe, erogabili in tempi brevi. Di contro, serve meno burocrazia, in un sistema imprenditoriale ormai completamente ingessato. È una sorta di piattaforma, quella che sindacati e associazioni di categoria, presenteranno al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, atteso all’Aquila a fine estate. E se la ricostruzione materiale delle abitazioni è una priorità assoluta, altrettanto lo solo nuovi posti di lavoro, come deterrente alla fuga dalla città, soprattutto dei giovani. «Il governo deve garantire la ricostruzione dell’Aquila con tempi certi e finanziamenti continui. Anche il tessuto industriale necessita di regole precise che rendano più semplice la vita delle imprese, su un doppio fronte: quello dei finanziamenti e della sburocratizzazione delle procedure», afferma Antonio Cappelli, direttore provinciale dell’Unione industriali, «occorre una revisione della legge sul lavoro, che porti a una semplificazione procedurale. I finanziamenti destinati alle nostre aziende sono fermi da tempo, nonostante le promesse, mentre l’accesso al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese, rappresenta ancora un grosso ostacolo e un freno allo sviluppo». Di sblocco dei fondi, già destinati dal governo al cratere, parla anche Lorenzo Santilli (nella foto), presidente provinciale della Camera di commercio. «La priorità assoluta è far arrivare sul territorio i finanziamenti già previsti dal governo per il rilancio delle attività produttive. Un sostegno essenziale al sistema imprenditoriale locale, che vive una fase difficilissima». Una linea d’azione da cui non si discostano le aspettative delle organizzazioni sindacali: «La ricostruzione riguarda ben 157 comuni abruzzesi», sottolinea Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, «non è possibile battere cassa ogni tre mesi al governo per ottenere ciò che spetta a questo territorio: va garantita una certezza nell’erogazione delle risorse che preveda anche meccanismi burocratici più snelli». Accanto a «un progetto vero di politica industriale» la Cgil focalizza l’attenzione «sugli interventi infrastrutturali già programmati, che necessitano di risorsa da parte del governo». Per Paolo Sangermano, segretario provinciale della Cisl «la mancanza di lavoro rappresenta un vero allarme sociale. Il rilancio delle attività produttive, gli investimenti su infrastrutture e trasporti, l’occupazione e il sostegno alle imprese. Questi», dichiara Sangermano, « i temi su cui Renzi deve fornire risposte, per dare una prospettiva concreta di rilancio al nostro territorio». (m.p.)

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