Variante al Prg, la svolta che non convince tutti

3 Febbraio 2017

Gli architetti: «Molti servizi fermi». L’assessore Iommi: «Sarà rilancio economico» L’Associazione costruttori: «Intervento positivo, ma subito la pianificazione»

SULMONA. La variante alle norme tecniche del Piano regolatore generale approvata nell’ultimo consiglio comunale rischia di non avere gli effetti sperati a causa della paralisi degli uffici comunali. Sono gli stessi professionisti, in particolare gli architetti, a far notare il rischio che la ripresa dell’edilizia non si concretizzi a causa del caos che imperversa a palazzo San Francesco. Sono molti i servizi che procedono a rilento, ora quasi in stallo per via dei dipendenti delle cooperative coi contratti in scadenza (quattro sono stati già licenziati), che non vengono rinnovati.

Nel frattempo, restano chiusi l’Ufficio sisma e l’Ufficio turistico in mancanza delle proroghe.

«Permessi a costruire, istruttorie delle pratiche post sisma, autorizzazioni paesaggistiche, provvedimenti Suap, liquidazione Sal e piani integrati sono bloccati al Comune di Sulmona», protesta il presidente dell’Ordine degli architetti, Edoardo Compagnone, «a ciò si aggiunga l’uso di tecnici a tempo determinato, che impongono di ricominciare da capo con le varie pratiche edilizie e la modifica degli orari degli sportelli. In seguito alle precedenti missive del 6 luglio e del 7 settembre senza riscontro, considerate le numerose segnalazioni che il nostro ordine ha ricevuto dai propri di iscritti sulle criticità del Comune, chiediamo di nuovo un incontro urgente al sindaco».

Prova a placare gli animi l’assessore all’Urbanistica e vice sindaco Mariella Iommi, mettendo sul piatto l’approvazione della variante definitiva alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale, in piedi dal 2012.

«Un provvedimento che si attendeva da trent’ anni, vitale per un rilancio economico e per l’edilizia locale», spiega, «la cosa potrà contribuire alla ripresa del territorio».

Il nuovo strumento urbanistico permette, tra l'altro, di realizzare in centro storico terrazze a tasca (interne ai tetti, con l’autorizzazione della Soprintendenza) e attività ricettive nei seminterrati autorizzati dalla Asl. Sarà, poi, possibile trasferire la superficie edificatoria da un lotto a un altro nel raggio di 300 metri (mentre prima i lotti dovevano essere contigui). In più si potrà realizzare, anche nelle zone di ristrutturazione, il 40% di superficie commerciale rispetto a quella residenziale (in precedenza era solo del 15%). Sarà possibile ampliare i fabbricati nelle zone di ristrutturazione e potrà edificare anche chi ha un lotto minimo di 400 metri quadrati (in precedenza erano 800).

Dall’Ance le novità vengono accolte con favore, ma senza entusiasmo.

«Si tratta di un intervento molto positivo», interviene il presidente dei costruttori Marco Tirimacco, «ma ora è necessaria la pianificazione generale della città, nell’ottica della mitigazione del rischio sismico e del recupero del centro storico, con gli strumenti dell’edilizia moderna».

È stata fatta, dunque, la metà del percorso per svecchiare il Prg cittadino, datato 1977, con ultima modifica al 1984: 33 anni e quattro terremoti fa.

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