Variante su variante il Teatro costa il doppio

21 Luglio 2017

Numeri da capogiro: la coop edilizia voleva altri 4,3 milioni oltre ai 7 iniziali. Struttura a rischio sicurezza 

L’AQUILA. Il bubbone è il teatro comunale. Se per il gip il Segretariato beni culturali dell’Aquila è il «ganglio malato di tutta la ricostruzione pubblica dei beni architettonici della regione», il cuore dell’inchiesta è il teatro non ancora restituito alla pubblica fruizione. Anzi, per l’accusa esiste anche un «secondo anello (pubblico, ma con interessi privati) molto vicino al potere centrale del ministero dei Beni culturali che cerca in ogni modo di favorire questa o quella ditta di riferimento per l’affidamento di appalti».
UNA BUONA FORCHETTA. La coop edilizia “L’Internazionale”, esecutrice dei lavori di restauro e ripristino funzionale della struttura, dalle carte dell’inchiesta sembra tutta intenta a mettere insieme, variante dopo variante, un meccanismo moltiplicatore di soldi da ottenere per arrivare alla conclusione dei lavori. Più in particolare, è Leonardo Santoro, il geometra dell’azienda, a illustrare il suo disegno all’altro indagato Michele Fuzio, che gli dice: «Ritardiamo quanto più possibile la mazzata...». Ma Santoro ribatte: «Eh no, quella gliela dobbiamo dare subito, vabbè però senti...sono anche piccole soddisfazioni, dai...». Del resto, dice il factotum dell’impresa, «il Rup Piccinini si fida, anche perché lui intorno a sé non ha nessuno, come hai visto, il direttore dei lavori è latitante, non esiste, quindi intorno a sé c’è solo noi e allora ha imparato a fidarsi, poi ho visto che è pure una buona forchetta, gli piace mangiare, allora andiamo d’accordissimo così».
LASCIA E RADDOPPIA. In una conversazione intercettata, il geometra lucano, parlando dei lavori da terminare e delle varianti da prevedere per la conclusione, di fatto raddoppia la cifra dell’appalto. «L’altra che noi chiameremo adesso completamento che daremo a loro tutto il paccone...poi se lo gestiranno loro come stazione appaltante, noi poi diciamo ne usciamo fuori come gruppo di progettazione e se la vedono loro, cioè poi noi, impacchettata ’sta cosa, gli consegniamo tutto, noi con i soldi che tu c’hai a disposizione adesso, ti facciamo sette milioni e sette di lavori lordi, diciamo, e ti portiamo il teatro in questa fase finito fuori con le predisposizioni, poi sappi che se lo vuoi completare e fare l’inaugurazione, ti serve 4 milioni e 300mila euro lordi più Iva, tieni questo è il computo metrico, mo’ vedi tu che fai, altre perizie di variante, altre cose, altre attività...non lo so». Senza trascurare il discorso sicurezza, come il tema della mancanza della perizia geologica e della verifica sismica.(e.n.)
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