Variante sud, sul lotto C arriva la retromarcia

14 Gennaio 2017

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila fa marcia indietro sul lotto C della Variante sud, e per questo chiederà all’Anas un progetto che preveda la sola messa in sicurezza della Statale 17. A cantare...

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila fa marcia indietro sul lotto C della Variante sud, e per questo chiederà all’Anas un progetto che preveda la sola messa in sicurezza della Statale 17. A cantare vittoria sono le associazioni che da tempo si battono contro la realizzazione dell’opera, dopo l’incontro che si è tenuto giovedì sera a Onna, al quale ha partecipato anche Massimo Cialente. «Il sindaco Cialente», fanno sapere dal fronte del no, «ha dichiarato pubblicamente che chiederà all’Anas di predisporre un progetto preliminare di messa in sicurezza della statale 17, così come sollecitato a gran voce dalla cittadinanza, dalle associazioni e dai comitati riuniti, contrari a tutte le ipotesi di Variante sud sinora proposte dall’Anas che impattano sui borghi, sulla piana agricola e sul fiume Aterno». La riunione ha preso il via con l’intervento di Margherita Nardecchia, presidente della Onlus di Onna, seguito da quelli di Sara Cecala, presidente del Ctp di Paganica, Augusto De Sanctis, referente del Forum delle Acque, di Fabrizio Boccabella, sindaco di Fossa, Quirino Crosta per il comitato sviluppo sostenibile, Jonas Imperiale (Salviamo La Piana) e Paolo Muzi (Italia Nostra e Archeoclub). Poi è stata la volta dei consiglieri Enrico Perilli, Daniele Ferella, Giuliano Di Nicola, Giustino Masciocco e Stefano Palumbo, che hanno sottolineato la necessità di un metodo di progettazione partecipata, ribadendo la volontà di accantonare i vecchi tracciati sulle zone a rischio alluvionale per concentrare l’attenzione sulla progettazione in sedime della Statale 17. Durante l’incontro è stato fatto il punto su tutti i numerosi interventi infrastrutturali di Anas che interessano il territorio aquilano, dalla bretella tra la 17 e la Statale 80, alla variante che impatta sul sito archeologico di Amiternum, «affinché si impedisca il ripetersi di scelte scellerate, calate dall’alto, risultanti lesive degli interessi della collettività».

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