«Variante sud, è stato evitato uno scempio»
L’associazione Salviamo la Piana: il percorso originario avrebbe distrutto aree di grande pregio
L’AQUILA. L’associazione “Salviamo la Piana” in relazione all’intesa sul percorso della Variante Sud che dovrebbe essere meno impattante dal punto di vista ambientale nel tratto fra San Gregorio-Poggio Picenze-Barisciano scrive: «Sulla Variante Sud una prima vittoria l'abbiamo ottenuta, anche se è solo un inizio. Trovata l'alternativa all'ipotesi progettuale che avrebbe distrutto il territorio ora è fondamentale costruire un dialogo sereno e trasparente con le comunità locali per definire in termini esecutivi la soluzione più sostenibile di tracciato.La sconsiderata ipotesi progettuale emersa dalla riunione del 30 Gennaio 2015, di realizzare una strada a scorrimento veloce per ricollegare il cavalcavia, recentemente realizzato nei pressi di Bazzano, alla Statale17 che collega L'Aquila a Pescara, prevedeva un sovrappasso alto 13 metri e lungo 700, e un chilometro di tunnel per un'opera faraonica dal valore di oltre 80 milioni di euro che dai terreni di Fossa, in località "Marinaro", sarebbe passata a 50 metri dalla Necropoli (testimonianza unica in Abruzzo, della civiltà arcaica dei Vestini Cismontani), sventrando Colle Restoppia (su cui incide un insediamento italico del X secolo avanti Cristo) passando per la "Pretara" (un museo a cielo aperto che mostra un complesso di cave di "pietra bianca" rinaturalizzate in un paesaggio di boschi, trulli e muri a secco). L'ecomostro avrebbe attraversato con un cavalcavia tutta la zona tra Poggio Picenze e San Demetrio in località Mariale, dominata a sud da Colle Separa (dove sorgeva uno dei più importanti insediamenti fortificati dei Vestini Cismontani, il "Pagus di Separa" X-IV secolo avanti Cristo). La strada a 4 corsie e a scorrimento veloce, con un dislivello del 7% e un tunnel di un chilometro, sarebbe uscita poi poco sopra all'altipiano di Forfona (sito archeologico, città romana fino al I secolo dopo Cristo, splendido paesaggio di mandorli). Il tutto ripercorrendo il Tratturo Magno proprio sui chilometri più integri dei 5 Regi Tratturi italiani, rovinando per sempre questo straordinario bene comune, oggetto di candidatura a patrimonio immateriale Unesco con un progetto di rivalorizzazione della Regione Abruzzo e del Gal Gran Sasso Velino in corso. Finalmente, ora si parla di un'alternativa all'ipotesi di progetto che avrebbe devastato il territorio. E' una vittoria a metà, e ce ne rendiamo conto. L'alternativa su cui ora convergono i Sindaci va migliorata aprendo una efficace e democratica fase di ascolto con il territorio».

